Si vuole stipulare un protocollo d'intesa con l'Istituto per il recupero del centro storico di Napoli, patrimonio Unesco, su cui agisce il Grande Progetto» NAPOLI - Salvare il centro storico di Napoli con il denaro destinato allo sport e alla cultura. Un piano ambizioso che rimbalza da Lucca dove l'assessore regionale Marcello Taglialatela partecipava a un convegno. Un'idea che farà discutere, ma che ha il merito di smuovere la palude in cui era finito il «Grande Progetto» di salvaguardia del centro antico, protetto dall'Unesco. IL PROTOCOLLO - «La Regione Campania intende stipulare un protocollo d'intesa con l'Istituto di Credito Sportivo per il recupero e la valorizzazione dei centri storici di particolare pregio, a partire da quello di Napoli, patrimonio Unesco, su cui agisce il Grande Progetto», riferisce all'Agenzia Asca l'assessore all'Urbanistica e al Governo del Territorio intervenendo al convegno «Investire in cultura: strumenti finanziari e opportunità tra pubblico e privato», svoltosi a Lucca. «Per determinare il completamento del recupero e della rigenerazione del centro Storico di Napoli spiega Taglialatela la Regione Campania intende individuare idonei strumenti finanziari che consentano di incentivare gli interventi dei privati». COSA È IL GRANDE PROGETTO UNESCO - Il Grande Progetto "Centro Storico di Napoli, valorizzazione del sito Unesco" destina 100 milioni di euro a trenta interventi su edifici pubblici di grande valore storico e culturale in un'area piccola ma significativa racchiusa in poco più di un km quadrato: la platea mediana della città antica ampliata fino all'agorà (poi forum) e poi verso l'Anticaglia da un lato e Spaccanapoli dall'altro, fino a toccare Forcella e piazza Mercato. I trenta interventi previsti dal Grande Progetto sono suddivisi in quattro macrocategorie: recupero e rifunzionalizzazione di edifici e complessi monumentali; miglioramento della fruizione delle aree archeologiche; riqualificazione di spazi urbani; valorizzazione del sistema urbano dell'area interessata dalla ZTL. «Il progetto ha concentrato le risorse su edifici pubblici dichiara all'Asca Taglialatela che sono una parte significativa ma non esaustiva del più grande Centro Storico d'Europa. L' obiettivo successivo sarà quello di estendere la possibilità di recupero anche agli edifici privati che versano in stato di degrado e sono soggetti a vincoli. Di qui la necessità di trovare incentivi per i privati. Nello specifico si possono studiare incentivi di natura fiscale ma anche di natura finanziaria. Nel primo caso sara' possibile detrarre le spese finalizzate ad interventi di restauro, con il secondo si dovrà rendere più semplice la fruizione di mutui bancari a tasso agevolato». COSA È IL CREDITO SPORTIVO - Nel panorama delle banche italiane, rappresenta un istituto di credito specializzato nel concedere finanziamenti connessi al settore dello sport e della cultura. Nell'attività dell'Istituto rientravano il credito per la costruzione, l'ampliamento e la ristrutturazione di impianti sportivi o strumentali all'attività sportiva compresa l'acquisizione delle aree e degli immobili da destinare a tali attività. La Legge Finanziaria del 2004 ha previsto un vero e radicale cambiamento nell'assetto statutario dell'Istituto che, pur mantenendo inalterato il suo impegno in favore dello sport, ha disciplinato l'ampliamento della sua sfera di competenza ai beni ed alle attività culturali.
NAPOLI - Per salvare il centro storico di Napoli, la Regione ricorre al credito sportivo
La Regione Campania intende stipulare un protocollo d'intesa con l'Istituto per il recupero del centro storico di Napoli, patrimonio Unesco, per incentivare gli interventi dei privati. Il Grande Progetto "Centro Storico di Napoli, valorizzazione del sito Unesco" destina 100 milioni di euro a trenta interventi su edifici pubblici di grande valore storico e culturale. Il progetto ha concentrato le risorse su edifici pubblici, ma l'obiettivo successivo sarà quello di estendere la possibilità di recupero anche agli edifici privati. La Regione Campania intende individuare idonei strumenti finanziari per incentivare gli interventi dei privati, come incentivi di natura fiscale o finanziaria.
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