Si riapre il caso: ritardi nella manutenzione di 30 arterie MANUTENZIONE stradale, bitume o sanpietrini: un decreto del ministero per i Beni e le Attività Culturali segna un punto a favore dell'amministrazione comunale e rilancia la polemica tra palazzo San Giacomo e la Soprintendenza sul rifacimento in tappetino di bitume di alcune importanti arterie. Un decreto, quello del ministero, che sospende una nota del soprintendente Enrico Guglielmo. Un braccio di ferro che ha rallentato l'intervento di manutenzione e la ripavimentazione di una trentina di strade principali (da via Marina alla Riviera di Ghiaia, da corso Lucci a Calata Capodichino). Gli interessi in gioco: tutela dell'ambiente da una parte, sicurezza stradale dall'altra. Un braccio di ferro che inizia nel settembre del 2003. Guglielmo prende carta e penna e scrive al Comune. Dice che la manutenzione straordinaria stradale nel centro storico va effettuata tenendo conto della pavimentazione preesistente. Nel caso di pavimentazioni in cubetti di porfido la sostituzione doveva avvenire con pietra lavica. «Diverse valutazioni», spiega ancora il soprintendente, «potrebbero essere espresse in casi particolari, solo a seguito di un approfondito studio e relativa progettazione, va comunque salvaguardata l'istanza storico architettonica che ha determinato nel passato l'utilizzo di pavimentazione di pietra». Pochi giorni dopo l'amministrazione comunale fornisce un elenco di strade della viabilità principale, individuata dal piano traffico, assi di penetrazione ed attraversamento, su cui intendeva procedere. Interventi di manutenzione straordinaria in cui la pavimentazione preesistente veniva sostituita dal tappetino bituminoso. Le motivazioni: sicurezza, abbattimento dell'inquinamento acustico, costi e tempi di manutenzione. Nell'ottobre 2003 la soprintendenza emetteva un parere, non richiesto, sull'elenco fornito da palazzo San Giacomo. E negava per la maggior parte delle strade il rifacimento in bitume. L'amministrazione comunale impugnò il provvedimento con ricorso straordinario al Capo dello Stato con istanza cautelare di sospensiva. Il Consiglio di Stato il 13 ottobre 2004 ha accolto l'istanza cautelare di sospensiva ed in via interlocutoria ha disposto che il Comune relazionasse sui profili finanziari relativi alle due ipotesi di intervento: bitume o sanpietrini. E che la soprintendenza provvedesse a motivare in modo specifico ed articolato il provvedimento con riferimento a ciascuno degli assi viari. A rimescolare le carte e a dar ragione al Comune, il decreto del ministero. Ora palazzo San Giacomo sta approntando la relazione con costi e tempi di intervento. «Non voglio acuire il braccio di ferro. I nostri interventi riguardano solo la viabilità principale dove maggiore è il problema della sicurezza stradale e l'inquinamento acustico», spiega l'assessore alla Difesa del Suolo, Ferdinando Di Mezza.
Strade in bitume o sanpietrini il ministero chiede costi e tempi
Il caso della manutenzione stradale è stato riaperto. Il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha emesso un decreto che sospende una nota del soprintendente Enrico Guglielmo, che aveva criticato la manutenzione stradale nel centro storico. Il Comune di Napoli ha fornito un elenco di strade da rifare con bitume o sanpietrini. La soprintendenza aveva negato il rifacimento per la maggior parte delle strade. Il Consiglio di Stato ha accolto un ricorso del Comune e ha ordinato al ministero di relazionare sui profili finanziari e di motivare il provvedimento. Il decreto del ministero ha dato ragione al Comune e ha autorizzato il rifacimento delle strade con bitume.
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