Mariella Muti: «Pronto da anni il progetto di restauro. Una priorità assoluta» isabella di bartolo Che il restauro del Teatro Greco sia considerato una priorità lo dimostra il progetto pronto da anni a cura della Soprintendenza. Un programma di interventi redatto dall'allora soprintendente Mariella Muti e basato sulle indagini e gli studi di Giuseppe Voza, predecessore dell'architetto Muti e soprintendente emerito della provincia. «Sì - conferma Mariella Muti, oggi assessore comunale alla Cultura -, il progetto è pronto da qualche anno ed è stato redatto alla luce della peculiarità e fragilità del monumento che, per la sua conformazione e per la fruizione al pubblico a cui è esposto, necessita di interventi di restauro lapideo. Un'operazione che già da soprintendente consideravo prioritaria». Secondo il progetto, per il restauro della cavea del Teatro Greco occorrono 4 milioni di euro. E per recuperare tali somme, la Soprintendenza aveva tentato varie strade come l'architetto Muti ricorda. «Oggi - aggiunge l'assessore Muti - ritengo che il Teatro Greco, assieme al castello Svevo di Augusta, siano i due monumenti della provincia che più hanno urgenza di interventi». Da qui l'appello al Fai, che ogni anno individua i siti «da salvare». «Si potrebbe pensare a questi due luoghi - dice l'ex soprintendente - e far sì che il restauro sia davvero una priorità». Le parole dell'architetto Muti si inseriscono nel dibattito sull'uso del Teatro Greco alla luce della sfilata di auto d'epoca della Targa Florio che ha riacceso i riflettori sulla gestione del monumento antico. «Quattro anni fa - ricorda - in occasione di un concerto di Claudio Baglioni, su ribadisco ancora oggi il mio diniego, si riaprì la polemica sull'uso corretto del Teatro Greco. All'epoca mi dichiarai contraria al concerto, e lo sono tuttora, per evitare di creare precedenti. Sono convinta che il Teatro Greco debba essere aperto al pubblico per eventi come le Rappresentazioni classiche e il Premio Vittorini, oltre che per una stagione di musica lirica o classica, insomma per manifestazioni di rilievo e destinate a un pubblico elitario. Si tratta di un sito delicatissimo per il quale la Regione, proprio dopo le polemiche di qualche anno fa, ha redatto un Regolamento ad hoc che prevede norme rigorose sull'uso del monumento». E sull'utilizzo di altri siti, Mariella Muti interviene con chiarezza. «Io stessa - dice - ho concesso al gruppo Erg l'Orecchio di Dionisio per la cena che ogni anno, durante gli Spettacoli classici, l'azienza organizza. In cambio abbiamo sempre ottenuto la pulizia del sito che, altrimenti, non avremmo avuto le risorse per rendere pulito. In merito ad altri luoghi richiesti per eventi come il Castello Maniace, puntualizzo che la Soprintendenza ha sempre detto "no" se non a manifestazioni di grande rilievo: il G8 in primis». 21102012