Ma le maschere d'argento e le teste dei santi Valentino e Ilario non sono state toccate. Saccheggiata l'urna dei patroni Un furto sacrilego, che ripropone il proble-ma della sorveglianza delle chiese e della tutela del prezioso patrimonio che custodiscono. In pieno giorno, quasi certamente lunedì, è stata presa di mira dai ladri -forse su commissione- e saccheggiata nella cattedrale la grande urna che, sulla destra, custodisce i resti dei santi Valentino e Ilario, patroni di Viterbo. Spariti, tra l'altro, due preziosi angeli, in bronzo dorato. L'urna, donata dal cardinal Bedini, aveva sostituito quella originale, in legno, che si trovava nello stesso punto. Per fortuna, il vetro non è stato sfondato e le teste con le maschere d'argento dei due patroni non sono state toccate. L'allarme, nella cattedrale, funziona soltanto di notte. Sul furto, Indagano carabinieri e polizia. VITERBO - Due bellissimi reliquiari di legno, intarsiati, su due mensole di marmo, ai lati dell'altare. Due angioletti, in bronzo do-rato. Non hanno avuto pietà di queste glorie del culto viterbese i ladri che, lunedì, sono entrati nella cattedrale di San Lorenzo e, sulla destra, hanno preso di mira e profanato l'urna nella quale, dal medioevo, sono custodite le reliquie dei santi Valentino e Ilario, patroni di Viterbo. Le maschere d'argento, contenenti le testine dei santi, al di là del vetro, però, non le hanno toccate. Potevano sfondare il vetro, e portare via le maschere. L'urna che è stata violata è quella che, regalo del cardinale Bedini, fervido cultore dei due santi, ha sostituito la più antica urna in legno, attualmente conservata nel museo della cattedrale. Profondamente scosso il responsabile del museo -e delle comunicazioni- della diocesi, monsignor Salvatore Del Ciuco, autore di un importante libro sui due santi. "L'allarme -dice- funziona soltanto di notte. Il furto, che mi è stato comunicato da don Paolo, è avvenuto di giorno. Probabilmente, erano ladri di fuori. Il furto dei due angeli è simile a quello avvenuto, diversi anni fa, all'interno della chiesa di Santa Giacinta a piazza della Morte". Allora, come molti ricorderanno, fu-rono presi di mira e asportati due angioletti, del Seicento, che ornavano l'urna che custodisce le spoglie della santa. Un furto, probabilmente, su commissione. Stessa ipotesi -furto su commissione- è quella che viene formu-lata adesso. Anche se, in passato, c'è stata più volte l'incursione di ladri che, secondo l'opinione prevalente, erano tossicodipendenti della zona. Oltre alla cattedrale, soltanto a San Pellegrino, sono stati presi di mira la chiesa di Santa Giacinta e il monastero di San Pietro. Un fatto, quest'ultimo furto in cattedrale, che ripropone -sottolinea monsignor Del Ciuco- "il problema della custodia e della tutela del patrimonio delle chiese". Un patrimonio vulnerabile e che, fino a poco tempo fa, era esposto alla venerazione dei fedeli senza particolari misure protettive. Adesso, invece, si comincia -come già sta succedendo a Roma- a installare allarmi e sistemi di sorveglianza. Basti pensare al sistema di telecamere a circuito chiuso fatto impiantare, nella chiesa di San Sisto, dal parroco, don Angelo Valerntini. Del furto nella cattedrale, si occupano carabinieri e polizia. C'è già stato il sopralluogo degli investigatori.
(Viterbo) Furto sacrilego in cattedrale, spariscono reliquiari e angeli
In Viterbo, nella cattedrale di San Lorenzo, è stato commesso un furto sacrilego. L'urna che custodisce le reliquie dei santi Valentino e Ilario, patroni della città, è stata saccheggiata. Due angioletti in bronzo dorato sono stati presi di mira. L'urna, donata dal cardinal Bedini, sostituì quella originale in legno. Le maschere d'argento dei due santi non sono state toccate. L'allarme nella cattedrale funziona solo di notte. Carabinieri e polizia indagano sul furto. Il responsabile del museo della cattedrale, monsignor Salvatore Del Ciuco, ha espresso la sua preoccupazione per la tutela del patrimonio delle chiese.
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