È UNA lettera del febbraio 2011, con in calce la sua firma, quella che inguaia l'ormai ex vicepresidente della Regione Liguria. Un documento protocollato con cui l'assessore regionale all'urbanistica Marylin Fusco e il suo direttore generale, Pierpaolo Tomiolo, ordinano ad Area 24 di procedere alla realizzazione della pista ciclabile che attraversa il terreno di Ospedaletti in cui dovrà sorgere il contestato porto di Baia Verde. Area 24 (ovvero la società creata da Filse, Carige e Comune di Sanremo per il recupero a fini turistici dei 24 chilometri di ex ferrovia) obbedisce all'epoca era presidente Tullio Russo anche se risponde che si riserva di rivalersi successivamente sulla Fin. Im di Mauro Mannini (anche lui indagato). Questo avrebbe fatto scattare per Fusco la contestazione di abuso d'ufficio e truffa aggravata, reato previsto nel momento in cui si provoca un danno economico allo Stato. Stesse accuse per Tomiolo, sul quale, però, pende un pesante precedente. Nel 2007, quando era dipendente della Provincia di Genova, ebbe una regolare consulenza da Fin. Im per 50 mila euro, soldi messi a bilancio dalla società di Mannini nel 2010. Tomiolo non ha ritenuto che, per motivi di opportunità, potesse essere un motivo sufficiente a fare un passo indietro quando, nel 2010, il sindaco di Ospedaletti Eraldo Crespi chiese un parere alla Regione per sapere chi, tra Fin. Im e Comune, dovesse sborsare i 950mila euro per realizzare la pista ciclabile. Tomiolo, spiega oggi, che la convenzione è chiara e il Comune deve pagare. Della stessa opinione è Laura Mussi, dirigente dello staff della Pianificazione territoriale e affari giuridici, nonché moglie di Tomiolo, che finisce anche lei sul registro degli indagati. L'architetto Tomiolo si difende sostenendo che la convenzione era inequivocabile. Crespi non lo nega, ma aggiunge che la convenzione tra Comune di Ospedaletti e Fin. Im del 2006 tradiva i parametri fissati da una delibera consigliare precedente. E' altrettanto vero che la Regione doveva limitarsi ad una pronuncia sulla convenzione ma, secondo la procura di Sanremo la pm Paola Marrali , potrebbe essersi spinta oltre. Tanto che gli inquirenti hanno acquisito anche tra i molti documenti, un parere, fornito in qualità di consulente al Comune di Ospedaletti, firmato dall'avvocato Corrado Mauceri che ribadiva quello di Tomiolo. A guardarlo dall'alto sembra solo un intrico burocratico amministrativo di difficile soluzione. Ma scendendo in profondità, gli inquirenti avrebbero intravisto alcuni possibili profili penali. A iniziare dal doppio ruolo di Tomiolo, per venire all'attivismo dell'assessore Fusco per far avanzare il progetto di Mannini. Nessun sospetto di amicizia o peggio con il costruttore, piuttosto, nella foga di voler portare a termine una delle grandi incompiute della costa, Fusco potrebbe essersi spinta oltre il lecito provocando così un danno alle casse pubbliche. Ma non va dimenticato che questo sviluppo "regionale" dell'indagine è solo uno dei filoni di un'inchiesta assai più ampia su Baia Verde. Quello più delicato è di natura paesistico ambientale e riguarda la montagna di terra di risulta scaricata in un vallone provocando l'ostruzione di un rio a sua volta potenziale causa di alluvione. Aspetto non secondario per le ricadute politiche, è che il responsabile architettonico paesaggistico del progetto è l'architetto Vittorio Grattarola, grande elettore di Claudio Burlando nonché autore dei testi di Maurizio Crozza, mentre il responsabile della progettazione e direttore dei lavori è l'ingegner Giovanni Rolando, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingeneri nonché ex candidato a sindaco di Sanremo e tra i leader del Pdl imperiese. Nomi che probabilmente non sono casuali visto che il geometra Mannini, oltreché avvalersi dei professionisti migliori sulla piazza, ha sempre cercato di intrattenere anche buoni rapporti con la classe politica. Ciononostante, oggi, il suo sogno è solo fonte di contenziosi con il Comune e l'altro socio (Rosso costruzioni di Torino), avvisi di garanzia, cantieri fermi e le critiche degli ambientalisti di aver cementificato un altro pezzo di costa.