Stop al rifacimento della filiale storica in via Ruggero Settimo LA SOPRINTENDENZA ai Beni culturali blocca i lavori di ristrutturazione della storica succursale del Banco di Sicilia, oggi Unicredit, in via Ruggero Settimo. Il progetto prevede l'intera ristrutturazione della sala al piano terra, un ambiente ricco di elementi architettonici e decorativi che giustificherebbero un provvedimento di dichiarazione d'interesse culturale, che porterebbe comunque alla salvaguardia. Sull'immobile, costruito all'inizio degli anni Cinquanta, al momento non grava alcun vincolo, dato che non sono ancora trascorsi i settant'anni necessari perché il vincolo possa scattare. Tuttavia la Soprintendenza ha intimato lo stop: «Si tratta dice il soprintendente Gaetano Gullo di una delle poche strutture in stile modernista rimaste, ed è particolarmente significativa per l'insieme di elementi di pregio, organici tra loro. Da qui la determinazione di salvaguardarla». Il salone presenta diversi elementi caratteristici che, partendo dalle pareti ricoperte da lastre di marmo separate da listelli di ottone, arrivano al soffitto a nido d'ape e al pavimento in granito, in cui la forma dell'esagono predomina. Forma che si ritrova alla base delle colonne, tutte decorate da bassorilievi, e perfino nel bancone. C'è poi la Triscele, il simbolo della Trinacria, stilizzato sui pavimenti e sulla parete di fondo, sotto una grande tela di Guttuso, qualche giorno fa trasportata a Villa Zito. Diversi i palermitani che non hanno apprezzato le immagini del progetto esposto in questi giorni all'ingresso della filiale, che mostra un ambiente totalmente diverso dall'attuale. Tant'è che è partita una raccolta di firme per chiedere che il luogo rimanga inalterato. Il progetto, la cui realizzazione richiede un milione di spesa, ha provocato non pochi malumori tra i dipendenti Unicredit, coinvolti in un drastico taglio dei costi che tra prepensionamenti ed esodi comporta l'uscita di circa 8000 lavoratori, oltre a un numero difficilmente precisabile di esternalizzazioni. Unicredit ribadisce che vuole procedere a una ristrutturazione che risponda alle «attuali esigenze operative» realizzando «un modello di filiale di grande prestigio, anche in considerazione dell'allocazione della filiale nel centro di Palermo ». Ma dopo lo stop della Soprintendenza l'istituto dichiara che predisporrà un nuovo progetto «tenendo conto della storia dell'immobile e della sua configurazione ».