I manifesti di "Italia sono anch'io" esposti solo all'interno STOP della sovrintendenza ai Beni Architettonici per i 300 maximanifesti che dovevano essere affissi sulle facciate esterne dell'Arena per la campagna a favore della cittadinanza ai figli degli immigrati. Il Comune aveva aderito al progetto e annunciato la sede da settimane, ma a poche ore dall'inaugurazione è arrivato l'alt del sovrintendente Artioli: «L'incollaggio non è compatibile con i materiali storici dell'edificio e non garantisce la reversibilità». Il Comune ha allestito la performance all'interno dello stadio. ERANO già pronti per l'affissione fuori dall'Arena civica i trecento manifesti giganti con i ritratti in bianco e nero di milanesi favorevoli alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia. Dovevano essere attaccati con la colla sulle facciate esterne. E invece, dopo una giornata convulsa di litigi fra Comune e Sovrintendenza, sono stati attaccati a pannelli di legno ed esposti dentro all'Arena. Il progetto «Inside Out» era stato approvato e annunciato da settimane dal Comune: una performance, firmata dallo street artist francese JR, patrocinata da Palazzo Marino, in contemporanea con le amministrazioni civiche di altri otto capoluoghi italiani aderenti alla Rete delle città interculturali in appoggio alla campagna «L'Italia sono anch'io». Ma lo stop inaspettato della Sovrintendenza ai Beni architettonici ha costretto Palazzo Marino a cambiare programmi ben due volte nel corso di un faticoso pomeriggio di riunioni e trattative fra assessorati. Fino all'ora di pranzo, sembrava che l'affissione dei maxi poster inizialmente destinata ai muri dell'Arena, dovesse traslocare sulle facciate dell'ex Ansaldo di via Bergognone. Poi, in serata, nel timore di un nuovo, probabile alt dalla Sovrintendenza, un ulteriore dietrofront del Comune. E le trecento maxi fotografie sono tornate all'Arena, per essere esposte non più sull'esterno, ma all'interno dell'edificio firmato da Luigi Canonica. Il risultato comunque è magnifico: i maxi poster sono stati incollati su grandi pannelli di legno che decorano l'interno dell'impianto sportivo, aperto oggi e domani in via straordinaria dalle 10 alle 20.30, con attività sportive e musicali rivolte alla cittadinanza. Nel resto d'Italia le maxi affissioni del progetto «Inside Outl'Italia sono anch'io», sono state fatte sulle facciate degli edifici pubblici. Ma a Milano il sovrintendente ai Beni architettonici Alberto Artioli è stato irremovibile: «La richiesta d'autorizzazione mi è arrivata tardi, solo due giorni fa. Io ora posso solo dire che va bene fare l'installazione all'Arena. Ma non con le modalità dell'incollaggio alle pareti, che non fornisce le necessarie garanzie di compatibilità con i materiali storici dell'edificio, la reversibilità e il decoro. Quanto all'Ansaldo, sono un po' scettico: anche lì la colla sui muri potrebbe fare danni». L'assessore allo Sport Chiara Bisconti è presa alla sprovvista: «Non mi aspettavo un parere negativo, sembrava che fosse tutto a posto, così risultava dai contatti telefonici. Ora sceglieremo modalità alternative». In un primo momento pareva deciso il trasloco in via Bergognone, lasciando l'inaugurazione per oggi alle 12, all'Arena. Alle 18 è arrivata invece la location è tornata al parco Sempione, anche perché quella era la sede annunciata da settimane per la manifestazione. «A Milano c'è stata un po' di confusione, ma l'importante adesso è che i milanesi vengano a vedere queste bellissime fotografie e pensino allo scopo della campagna: chi nasce in Italia deve essere cittadino italiano», conclude Camilla Invernizzi, della Photography Communication Projects, coordinatrice della mostra in Italia.