Il grillino Defranceschi: spesi 170mila euro per legittimare abusi edilizi VILLAGGIO fantasma a Sanguineda, adesso scoppia il caso del nuovo acquedotto di Hera, che costa 170 mila euro e che sta per essere realizzato. Il capogruppo dei grillini in Regione, Andrea Defranceschi, chiede in una interrogazione alla giunta se «non ritiene che si stia facendo un uso illecito di fondi europei, della cui gestione è delegata la Regione Emilia-Romagna, utilizzandoli per legittimare abusi edilizi in un sito di interesse comunitario» quale è l'area di Sanguineda in Comune di Vergato, dove in oltre venti anni sono comparse abitazioni in mezzo ai boschi senza alcun piano regolatore, ma autorizzate o condonate, ragione per cui la procura ha indagato per abuso di ufficio e falso l'ex capo ufficio tecnico Ivano Nanni. Defranceschi chiede di interrompere i lavori dell'acquedotto, che porterebbero l'acqua non solo a residenti «storici» della zona ma anche a proprietari che, per ora in ipotesi, avrebbero ricevuto titoli edilizi fuorilegge «almeno fino alla fine delle indagini stante la non volontà del Comune di Vergato di chiarire la legittimità di chi vorrebbe allacciarsi a un pubblico acquedotto costruito con i soldi di tutti». Qui c'è un altro punto, quello finanziario. Secondo i dati forniti dal consigliere del M5S, infatti, i 170 mila euro da impiegare nell'acquedotto sono costituiti da «102 mila euro finanziati con fondi europei, 41 mila a carico di proprietari delle abitazioni e 23 mila euro a carico della tariffa del servizio idrico integrato, cioè a carico di tutti gli utenti della provincia di Bologna mediante aumento delle bollette ». Defranceschi ricorda che la stessa Regione si è costituita parte civile nel processo contro Nanni iniziato nel 2007 (il primo, finito con la sua assoluzione e ora è iniziato il secondo sempre con Nanni indagato) e afferma che «i legali della Regione hanno riconosciuto «il turbamento delle regolari funzioni amministrative demandate all'Ente Regione », la «frustrazione dell'attività di tutela paesaggistica e ambientale », la «lesione dell'interesse della collettività»». Con queste premesse e con questa seconda inchiesta a pieno regime che sta guardando tutte le concessioni edilizie una per una, con il rischio che una parte delle case sia dichiarata abusiva, secondo Defranceschi è meglio lasciar perdere l'acquedotto pubblico. La scelta di portare l'acqua pubblica a Sanguineda è fortemente volutadal sindaco Sandra Focci: «Ogni cittadino ha diritto ad avere l'acqua ha detto e finora nessun giudice ha sentenziato che quelle case siano abusive. A Sanguineda ci sono comunque case storiche che l'acqua devono averla. Se un domani qualche fabbricato sarà risultato non in regola, si può eliminare l'allacciamento per quel fabbricato». L'arrivo di Hera a Sanguineda può costituire un problema in più in una situazione già molto aggrovigliata. E' ancora all'opera il consulente tecnico ingegner Pierpaolo Oliva, che con i carabinieri e gli stessi vigili di Vergato sta esaminando tutte le concessioni edilizie preparate dall'ex capo dell'ufficio tecnico Ivano Nanni.