Ripa di Meana Combatteremo in tutte le sedi, chi tocca Venezia senza grazia si brucia Basilicati Abbiamo fornito a Enac tutta la documentazione, siamo ottimisti MESTRE - Pronta a tutto per fermare il Palais Lumiere di Pierre Cardin. L'associazione Italia Nostra lancia una dichiarazione di guerra in piena regola contro 254 metri di cemento a Marghera. Il palazzo della luce, per il presidente Marco Panini, il delegato veneziano Cristiano Gasparetto e l'ex presidente Carlo Ripa di Meana, è troppo alto, brutto, pericoloso nonché fuorilegge. «La nostra è una battaglia tutta da combattere e siamo pronti a portarla nelle aule dei tribunali italiani ed europei», affermano. L'associazione ha presentato ieri, nella sede della stampa estera a Roma, un decalogo, i «dieci motivi per dire no a Pierre Cardin», che sta facendo il giro del mondo con l'obiettivo di mobilitare l'opinione pubblica che conta. Il documento è stato inoltrato al ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi e alla soprintendenza di Venezia perché prendano posizione. «L'area dove lo stilista vorrebbe realizzare il suo "vaso di fiori" (l'idea del Palais nasce dalla suggestione di un bouquet tenuto insieme da un nastro, ndr) è sottoposta a vincolo paesaggistico», spiega Italia Nostra. Per i meno avezzi con le norme ambientali, significa che le aree di Marghera dove lo stilista vuole costruire non sarebbero edificabili, come vuole la legge Galasso, perché a ridosso della laguna. Italia Nostra poi contesta che scavando fondazioni di 55 metri per realizzare il grattacielo si vanno a perforare falde acquifere con il rischio di provocare danni gravi. «Potrebbe essere in gioco la stabilità di Venezia», dice l'associazione. Nel decalogo, Panini, Gasparetto e Ripa di Meana non hanno trascurano di inserire un paragrafo sulla sicurezza aerea. L'Ente per l'aviazione civile (Enac) sta ultimando gli studi per concedere a Cardin una deroga sul limite di 110 metri d'altezza nella fascia di rispetto aeroportuale ma per Italia Nostra un via libera sarebbe «un assurdo». Il motivo? Su Marghera gli aerei volano a 300 metri di quota. «La prossima settimana Enac dovrebbe dare una risposta alla nostra richiesta di deroga - spiega Rodrigo Basilicati, ingegnere e nipote di Pierre Cardin impegnato nella progettazione del Palais - abbiamo fornito tutta la documentazione che ci è stata chiesta, una quantità di materiale importante che ha coinvolto anche Enav (Ente di gestione e controllo dell'aviazione civile, ndr)». Basilicati è ottimista. Ai progettisti Enac ha chiesto anche integrazioni in vista della realizzazione della seconda pista aeroportuale. «Le analisi mostrano che con la nuova pista non ci sono problemi», conclude Basilicati. Qualsiasi rassicurazione provenga da Pierre Cardin e dai suoi esperti, Italia Nostra però non fa dietrofront. Carlo Ripa di Meana non ha dubbi: «Siamo pronti ad una battaglia tosta ma tutta da giocare - dice - Se si tocca Venezia senza grazia e intelligenza ci si bruciano le mani». A Venezia Italia Nostra è da sempre molto attiva e prima del Palais si è schierata contro la trasformazione del Fontego dei Tedeschi e la vendita di Ca' Corner della Regina alla Fondazione Prada.