il reperto Rubato dal sito di Ercolano-Pompei, potrebbe valere milioni di euro. In manette dentista e antiquario Ha rivisto la luce dopo trent'anni. Ma, stavolta, non per merito delle pazienti mani degli archeologi. Sarebbe niente meno che un reperto trafugato negli anni Ottanta dagli scavi di Ercolano e Pompei la testa femminile in terracotta - con tutta probabilità raffigurante Giulia Agrippina, la madre dell'imperatore Nerone - che i carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza hanno recuperato in città nel laboratorio di un antiquario. Secondo gli inquirenti, l'uomo la custodiva da alcuni mesi per conto del proprietario, un dentista residente nel Parmense, in attesa di pia772rla a qualche appassionato. Un'operazione difficile da portare a termine, a detta degli stessi uomini dell'Arma. Troppo alta la quotazione del manufatto. E troppo alto anche il suo valore storico per poter attrarre eventuali compratori, costringendoli ad uscire allo scoperto. Un pezzo, insomma, che scottava - hanno chiarito i militari guidati dal capitano Rocco Papaleo - e che per questo era già da alcuni anni nelle mani del professionista di Parma, prima del tentativo di rivenderlo con la complicità dell'antiquario della vicina città emiliana. «Si tratta di un'opera che sul mercato può arrivare a una quotazione di svariate centinaia di migliaia, se non anche milioni, di euro», ha sottolineato il capitano Ciro Imperato, comandante del nucleo tutela del patrimonio culturale di Bologna, che ha supportato i colleghi di Piacenza nel corso di una complessa indagine condotta tra i mercanti d'arte, conclusasi ieri con il prezioso ritrovamento. «Di solito - ha illustrato ancora Imperato - reperti di questo tipo entrano nel mercato clandestino attraverso una filiera di ricettatori, che cercano il miglior acquirente». Ed è proprio presentandosi come possibili interessati all'affare che i carabinieri in borghese hanno fatto visita al laboratorio dell'antiquario, scovando la testa di Agrippina nello scantinato, nascosta in uno scatolone. Il piacentino è stato denunciato per ricettazione; stessa sorte anche per il dentista che gliela aveva affidata da vendere. Rubata dalla zona archeologica di Ercolano-Pompei 25-30 anni fa, la testa di Agrippina Minore - così chiamata per distinguerla dalla madre, nipote di Au sto - è stata consegnata alla printendenza ai Beni culturali e archeologici di Parma, alla quale toccherà ora esaminarla per fissame la datazione e l'origine in modo preciso. L'opera sta destando enorme interesse tra gli esperti, che l'hanno definita di inestimabile valore. Risalirebbe a un periodo compreso tra l'anno 100 avanti Cristo e i150 dopo Cristo. «E un recupero molto importante - ha confermato Roberta Conversi, funzionaria della Sovrintendenza emiliano-romagnola -. Viene rappresentata una figura femminile con il capo velato. Dai primi accertamenti, il reperto si pub inquadrare nella produzione votiva di ambito laziale-campano». Il traffico di reperti archeologici in Italia, dal 1970 ad oggi - è del '69 l'istituzione del nucleo di tutela dei beni culturali dei Carabinieri - coinvolgerebbe diecimilaersone e milioni di pezzi, molti dei quali rivenduti negli Usa. Un mercato che rende quanto quello della droga, ma che desta meno allarme sociale e che viene esercitato anche da professionisti insospettabili.
PIACENZA - Recuperata testa di Agrippina trafugata 30 anni fa
I carabinieri di Piacenza hanno recuperato una testa di Agrippina Minore, una figura femminile in terracotta raffigurante la madre dell'imperatore Nerone, che era stata rubata negli anni '80 dagli scavi di Ercolano e Pompei. La testa era stata consegnata a un antiquario di Parma, che l'aveva custodita per alcuni mesi in attesa di venderla. I carabinieri hanno arrestato il dentista di Parma e l'antiquario per ricettazione. La testa di Agrippina Minore è stata consegnata alla Sovrintendenza emiliano-romagnola per essere data di nuovo in possesso e data di origine.
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