Il ministro Di Paola: «C'è una discussione in atto». Appello dell'Ance per i fondi della Legge speciale: danno alle imprese. L'apertura Binelli Mantelli: tenere in ordine l'Arsenale pesa, ben venga chi se ne prende cura. Ex sommergibilisti Ammiraglio Ertreo: ogni mese autorizzo l'uso dei campi dei Bacini al Comune La porta (al dietrofront del governo) la tiene aperta il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola: «C'è una discussione in atto», dice, prima di lasciare l'Arsenale dove mercoledì e giovedì si è tenuto il Simposio delle Marine militari. Non a caso il decreto Crescita 2.0 sul passaggio dell'Arsenale nord al ministero delle Infrastrutture, non è stato ancora firmato dal presidente della Repubblica. Da una parte il pressing del sindaco sul ministro Corrado Passera, dall'altra la mobilitazione della città e dei parlamentari, pare abbia spinto il governo a trovare una soluzione allo scontro in corso tra Venezia e Roma. «Il governo intervenga in extremis prima che sia troppo tardi», dice il deputato Udc Antonio De Poli. Non è escluso infatti che alla fine ci sia il dietrofront dell'esecutivo, anche se il parere dell'Avvocatura dello Stato che ha definito illegittimi gli investimenti in aree non di proprietà, pesa. «Noi abbiamo già definito le regole del gioco dice il Capo di Stato Maggiore della Marina, Luigi Binelli Mantelli . C'è la necessità di avere delle parti strategiche per Venezia e la Marina, il Simposio di questi giorni lo conferma. Spero che nell'area degli Squadratori si riesca a fare un centro congressi, per il resto ci pesa tenerlo in ordine, ben venga allora che il Comune, o chi per lui, se ne faccia carico». Se prima il confronto sembrava essere solo con il ministero alle Infrastrutture, adesso le diatribe ci sono anche con il ministero della Difesa, dopo la decisione del sottosegretario Filippo Milone di trasferire al Comune l'area degli ex sommergibilisti. «L'accordo è chiaro, mi pare che non ci siano particolari problemi», aggiunge Binelli Mantelli. L'ammiraglio Maurizio Ertreo, comandante dell'Istituto Studi Militari Marittimi di Venezia va oltre: «Sappiamo che è un'area utile per la città, ci sono ad esempio i campi da calcio usati dai ragazzi, per i quali firmo ogni mese un'autorizzazione per l'uso da parte del Comune spiega . I veneziani hanno a cuore la Marina e la Marina ha sempre cercato di collaborare». Il problema è che adesso l'Arsenale è diventato il simbolo della battaglia di Venezia contro il governo. Tutto parte infatti dai soldi della Legge speciale che non vengono stanziati e mettono in crisi la manutenzione della città. «Sarebbe miope salvarla dall'acqua alta e non curarsi dei problemi che riguardano la staticità e la sicurezza strutturale di abitazioni, calli, ponti, rive dice presidente di Ance Venezia, Ugo Cavailin . La mancata erogazione dei fondi potrebbe acuire in modo sproporzionato gli effetti del Patto di stabilità e quindi del ritardo dei pagamenti per le opero . Intanto ci sono state le prime sottoscrizioni per la ricostruzione del Bucintoro alla Banca Nazionale del Lavoro Paribas. «Pervengono da tutta Italia, segno che la rinascita di questa imbarcazione è un vero e proprio simbolo di cultura e di amore per questa città unica al mondo», dicono i responsabili della Fondazione Bucintoro del Terzo Millennio. E il lavoro dovrà essere fatto proprio all'Arsenale.