I sindacati: no alla Fondazione. «GRANDE Brera uguale Grande truffa», «Fondazione uguale regalo ai privati»: erano sintetici i cartelli dei lavoratori che ieri hanno protestato davanti alla Direzione regionale del Mibac in corso Magenta, chiudendo per due ore la Pinacoteca, il Cenacolo e gli altri istituti dei Beni culturali a Milano. La terza chiusura in poco più d'un mese contro la creazione della Fondazione stabilita dal decreto sviluppo diventato legge il 12 agosto. La Fondazione Grande Brera, che per i sindacati è cavallo di Troia per «la privatizzazione dei maggiori musei italiani» e ulteriori tagli. I rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Usb sono stati ricevuti dalla direttrice regionale Caterina Bon Valsassina, e hanno ottenuto, spiega Misia Fasano della Uil Bac, la promessa di un incontro col ministro Lorenzo Ornaghi, a Milano, «il 5 o il 6 novembre». A lui chiederanno delucidazioni sulla Fondazione, di cui si occupa un gruppo di lavoro in capo al suo Gabinetto «e del quale la direttrice regionale non fa parte». Se lo statuto si scrive a Roma, la protesta da Milano s'è già allargata in agitazione nazionale, che ingloba la preoccupazione per altre «manovre per la riduzione dello spazio pubblico», come le definisce Eloisa Dacquino, coordinatore della Uil Pa Lombardia. E DEGLI ORGANICI, aggiunge Fasano ricordando che negli istituti del Mibac a Milano oggi il personale è la metà di quello stimato nel 1997. E sarebbe, ricorda Nicola Cavalieri della Fp Cgil, quella frasina all'ultimo comma che dice che la Fondazione «può avvalersi» di personale dei Beni culturali: «Così, a Brera diventiamo ospiti». «Manca trasparenza - aggiunge Maurizio Irrera, segretario milanese della Fp Cisl -. Devono dirci dove stiamo andando, come, qual è il piano economico-finanziario». Impensierisce i sindacati il fatto che la ristrutturazione di Palazzo Citterio assorba più di metà dei 23 milioni di euro di fondi europei stanziati dal Cipe che devono essere messi a bando entro dicembre, aggiudicazione degli appalti prevista tra aprile e giugno 2013. I 23 milioni pubblici, al momento, risultano i soli denari convogliati sul progetto Grande Brera che ne costerà almeno 130. «Non siamo contrari all'allargamento della Pinacoteca a Palazzo Citterio - chiarisce Cavalieri -, ma si tratta di uno spazio che può far gola alle aziende, per i propri eventi, e di aprirne la gestione ai privati». «Insieme a quella di Brera e Cenacolo, che incassano rispettivamente un milione di euro e quasi tre l'anno dalla biglietteria - insiste Marina Zetti dell'Usb -. In pratica si stanno impegnando soldi pubblici per far sì che i privati entrino nella struttura del bene». E a proposito di «regali ai privati», rispolvera la vicenda tutta milanese dell'ex Cavallerizza di Radetsky: «Lo Stato ha speso milioni per ristrutturarla, dovevano farci l'emeroteca che la Biblioteca Braidense aspetta da vent'anni, e adesso ci sono gli uffici del Fai».