Allarme attentati, ma qualcuno non ci sta e contesta. Cancelli o pattuglie nelle vie adiacenti, il Campo sarà off-limits da mezzanotte alle 6. Il prefetto: è necessario. La contestazione non è solo estetica, ma anche sul traffico e sulla reale sicurezza. E anche ieri la decisione è slittata PISA. Ci sarebbe voluta Kinzica de' Sismondi a dare l'allarme contro lo sbarco degli Infedeli, ma l'eroina pisana che vegliava sulla sicurezza della Repubblica non c'è più e allora la protezione di piazza dei Miracoli si affida a una cancellata. Chiusura, tutte le notti, dalle 24 alle 6 del mattino perché -dice il ministero dell'Interno- il Duomo di Pisa è un obiettivo sensibile, un simbolo della cristianità nel mondo che potrebbe essere scelto dai terroristi islamici per un attentato di straordinaria risonanza. Il prefetto Maria Fiorella Scandura si batte per questo, l'Opera della Primaziale è d'accordo, ma il consiglio comunale ha fatto proprie le proteste degli abitanti di Porta Nuova, il quartiere a ovest della piazza, che vogliono mantenere un minimo di accesso, per i pedoni e i ciclisti, anche durante le ore notturne. Sembra un "paletto" da poco. E forse sarebbe facilmente superabile. Ma ieri mattina la riunione presieduta dal prefetto è finita in un nulla di fatto. Decisione rinviata a quando sarà possibile conciliare i cancelli per la sicurezza dei monumenti con il passaggio dei pedoni. In realtà la soluzione sarebbe semplice -come dice anche l'ingegner Giuseppe Bentivoglio, dell'Opera del Duomo, che ha realizzato i primi cancelli. Ma altre contestazioni si agitano sullo sfondo di un palcoscenico così famoso. Tutto quello che avviene in piazza dei Miracoli è sottoposto al giudizio del mondo. Dunque "stoppare" un'iniziativa del genere, per quanto richiesta dal governo, non è così difficile. L'ex sindaco Giacomino Granchi, socialista, va al sodo: «Nessuna grande città d'arte, da Firenze a Venezia, ha pensato di proteggere i propri monumenti chiudendoli in gabbia. Non sappiamo se sia perché non dispongono di un prefetto avveduto come quello di Pisa, o di un presidente-operaio, o di un arcivescovo o di un sindaco capaci di decidere così rapidamente una soluzione antiterroristica efficace, di avere la capacità di trovare i notevoli mezzi finanziari che necessitano e infine di non preoccuparsi di chiudere un pezzo di città come fosse il loro orto». L'immagine della piazza dunque, prima di tutto. Dice Alberta Tellarini, del comitato dei cittadini di Porta Nuova: «I cancelli sono brutti, antiestetici, per niente rispondenti a quel che avevano garantito. E poi la piazza, di notte, esercita un grande fascino. L'abbiamo visto in questi giorni in cui un sottile strato di neve si è formato sul prato. Tutti in piazza a fotografare l'evento, anche di notte». In secondo luogo la mobilità tra i quartieri. Da sempre piazza del Duomo è chiusa al traffico delle auto, ma pedoni e ciclisti la usano per spostarsi da Porta Nuova, quartiere residenziale che si collega alla vecchia Aurelia alla città universitaria di Santa Maria. «Chiudere questo passaggio -dice ancora la dottoressa Tellarini- significa costringere abitanti e studenti ad aggirare la piazza, allungando notevolmente il percorso, al punto da incentivare l'uso dell'auto. Proprio mentre si fa un gran parlare di targhe alterne, inquinamento e smog. Altro che sostegno alla mobilità leggera...» Non si deve immaginare che improvvisamente la Torre pendente, la Cattedrale e il Battistero siano destinati ad essere ingabbiati durante la notte. L'obiettivo è quello di chiudere i varchi con dei cancelli. E neppure tutti i varchi. Si tratta di impedire l'accesso di notte dall'arco di piazza Manin, da via Roma e da via Cardinale Maffi, una spesa da 250mila euro, il resto sarà affidato alle guardie giurate dell'Opera e agli organi di Polizia. Resta l'accesso più grande, quello all'incrocio tra via Santa Maria e piazza dell'Arcivescovado. Qui non ci saranno cancelli, ma un presidio di Polizia e carabinieri davanti alla Fontana dei Putti, in grado di controllare i due accessi che convergono in quel punto. I cancelli sono già installati in via Maffi e in via Roma, ma non sono mai stati chiusi. E chissà quando mai lo saranno perché anche la riunione di ieri mattina in prefettura non ha fissato date precise. E neppure regole precise. Dice il vice sindaco Costantino Cavallaro, che ha preso parte all'incontro: «Saranno di volta in volta segnalate esigenze e allarmi particolari. In quelle circostanze i cancelli saranno operativi ma, in linea di massima, garantendo l'accesso ai pedoni. Ci potranno essere dei periodi di particolare attenzione in cui potrebbe essere chiusa anche la porta per chi va a piedi». L'altro argomento forte contro la blindatura di piazza del Duomo riguarda l'efficienza dei cancelli, che potrebbero servire solo a neutralizzare un attacco da terra, ad esempio un'auto-bomba, ma non certo a sventare una minaccia dal cielo. «E poi -dice la dottoressa Tellarini- la stessa struttura dei cancelli pare del tutto ineffi-cace contro un eventuale commando terroristico». Sull'argomento le valutazioni sono diverse. Il vicesindaco Cavallaro dice che i cancelli «potrebbero essere un buon deterrente psicologico e anche effettivo se supportati da una massiccia presenza di uomini dell'ordine». Del resto già adesso l'accesso alla piazza è sottoposto ad un minuzioso controllo con le telecamere che riprendono tutti quelli che entrano ed escono. Però la piazza del Duomo ristretta in gabbia, di notte, come un detenuto, sollecita battute sarcastiche. Dice un pensionato: «Non c'è bisogno né di cancelli né di transenne, basta lasciare il controllo della piazza, anche di notte, ai bancarellai che vendono souvenir. Finché ci sono loro, l'avrete notato anche voi, gli islamici in piazza non entrano. Funzionano meglio del muro di Sharon...» Antonio Paolucci, direttore regionale ai beni culturali e paesaggistici della Toscana: «I cancelli di protezione alla Torre di Pisa? Se i marocchini, Al Qaeda, o come si chiamano, vogliono fare un attentato lo fanno. Non gli interessa certo di due cose messe là davanti.. Sono tutti isterismi. Se ci fossi stato io avrei detto di no. Questi terroristi, se vogliono fare l'attentato, lo fanno lo stesso». Guglielmo Malchiodi, sovraintendente: «Contrario alla chiusura, di qualsiasi genere. La piazza è nata per la gente. Dunque dal punto di vista artistico, estetico, di visibilità, del decoro, per il lavoro che faccio, come potrei dir di sì? Però ci sono delle imprescindibili urgenze di sicurezza. E allora, di necessità virtù. Ci vuole qualcosa di mobile, di non fisso, che non nasconda la vista, che sia meno brutto delle transenne. Dunque possono andare anche i cancelli». Fioretta Scandura, prefetto di Pisa: «L'iter è stato tortuoso e complesso ma almeno in questa prima fase può dirsi concluso. D'altra parte la Torre e la piazza restavano l'unico sito in Italia rimasto senza tutela adeguata». Michele Jamiolkowski, presidente della commissione internazionale per la salvaguardia della Torre: «Non c'è motivo di preoccuparsi. La Torre non è particolarmente soggetta a rischio di attentati terroristici. Credo che sarebbe un attentato che nessuno potrebbe mettersi in mente di fare perché non sarebbe colpito nessun simbolo politico».
Il Tirreno
23 Febbraio 2005
Gabbia dei Miracoli. Tutta la piazza chiusa di notte, è l'unico caso in Italia
GI
Giuliano Fontani
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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