La parola rottamazione deve proprio andare di moda. Piace sicuramente al governo Monti, che la indirizza verso il paesaggio e i beni culturali. Stiamo parlando del disegno di legge sulla 'semplificazione', a iniziare dalla norma che prevede l'autorizzazione edificatoria su aree già sottoposte a vincolo, nel caso la Soprintendenza non rispondesse a un'istanza di edificazione su di esse entro 45 giorni. Tempi spesso impossibili. E' un fatto grave. Si modifica l'art. 146 della Legge 422004, il Codice dei Beni culturali e del paesaggio per inserire un pesantissimo elemento di crisi su un Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, già decimato dai tagli e dal blocco ormai decennale del turn-over. A volte succede che 'i palazzi' non ti degnino di risposte, ma basarsi su tali aspetti negativi per sabotare un sistema di regole, diritti e tutele è azione tipicamente demagogica, volta ad altri fini. Ci attendiamo una sorta di "mailbombing": una quantità di richieste superiori alla possibilità di smaltimento da parte del destinatario. Sarà il via libera alla speculazione edilizia. Con esiti gravissimi ovunque; particolarmente gravi per le reti territoriali e le aree meno celebri. Per i nodi e le relazioni fra monumenti di minore apparenza o fama, che rischiano di essere travolte irrimediabilmente, assieme ai paesaggi italiani. E per una regione come la Sardegna, dove la spoliazione degli uffici di tutela si misura con un patrimonio incomparabile, di fatto ingestibile, e il sovranista di Cappellacci sta svuotando il precedente PPR. Questo decreto piomberà, oltreché sui territori senza PPR, anche sui tanti piani urbanistici non ancora chiusi. Il complessivo sistema della cultura e del paesaggio è l'unico settore, secondo i recenti dati statistici, a registrare aumenti occupazionali e di reddito. Ho il sospetto che sia ciò a renderlo maggiormente inviso alle forze della speculazione edilizia e dei relativi poteri finanziari. Liberismo straccione che non è capace neppure di rispettare gli indicatori economici. Ma ci saranno anche norme che 'semplificheranno' la sicurezza sul lavoro, le Valutazioni d'Impatto ambientale (non più sulla Gazzetta Ufficiale), incisi e misure che sembrano fatta apposta per aree come Taranto e Porto Torres: lo svuotamento dell'obbligo di bonifica delle aree inquinate (comprese le acque sotterranee). E si legge "Nei siti contaminati, in attesa degli interventi di bonifica, possono essere effettuati tutti gli interventi di manutenzione e infrastrutturazione e più in generale tutti gli interventi utili all'operatività degli impianti". Sconcertano le misure, e le omissioni sospette: si evoca la legge sulla trasparenza, non ricordando le eccezioni fatte dalla stessa su "patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza , l'immigrazione, l'asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità". La banalità della semplificazione aveva trovato un'antropologia eloquente in Calderoli. Ora lo sguardo è più acuminato: smontare il sistema pubblico, attaccare i beni comuni, favorire la speculazione. Le chiavi per leggere l'operazione le troviamo nelle presentazioni ufficiali nel sito del 'Ministero per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione'. In una, non sappiamo se con involontaria ironia (io ho pensato alla distruzione degli alberi per la cellulosa) , si titola "Meno carta più edilizia". In un'altra così recita l'introduzione: "Prima di passare all'esame analitico delle disposizioni si illustrano i contenuti fondamentali del provvedimento, i quali si riconducono alla sicurezza sul lavoro, alla disciplina del permesso di costruire e alla tutela del paesaggio e dell'ambiente, senza tralasciare alcune semplificazioni per i cittadini in specifici settori." Ancora più in sintesi, semplifichiamo: lasciateci costruire. Marcello Madau
SARDEGNA - Semplificazione? No, via libera al cemento
Il governo Monti ha introdotto un disegno di legge che semplifica le norme per l'autorizzazione edificatoria su aree già sottoposte a vincolo. La legge prevede che la Soprintendenza debba rispondere a un'istanza di edificazione entro 45 giorni, altrimenti l'autorizzazione viene rilasciata. Questo potrebbe favorire la speculazione edilizia e avere esiti gravi per le aree meno celebri e per i paesaggi italiani. La legge include anche semplificazioni per la sicurezza sul lavoro, le Valutazioni d'Impatto ambientale e misure per aree inquinate.
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