Da una parte ambientalisti e associazioni di cultura che lanciano l'allarme per patrimonio paesaggistico e beni culturali privati delle tutele, dall'altra il ministero guidato da Ornaghi che getta acqua sul fuoco e parla anzi di «tutela rafforzata». In attesa che venga reso noto il testo definitivo del disegno di legge sulle semplificazioni varato martedì dal consiglio dei ministri, 8 giallo sugli articoli che riguardano le autorizzazioni a costruire e la tutela del paesaggio. Legambiente e Comitato per la Bellezza, così come il responsabile cultura dell' Idv Giulia Rodano, non hanno dubbi: le nuove norme, cancellando la regola del "silenzio-rifiuto" per le autorizzazioni a costruire anche nelle aree con vincoli ambientali e paesaggistici, introducono al suo posto «il silenzio-assenso». «Una vera e propria follia che rischia di portare a un nuovo sacco del patrimonio culturale italiano», denuncia il presidente di Legambiente Vittorio Cognati Dezza. Stessa lettura del provvedimento e stesso allarme per Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, che firma una lettera appello insieme con altri grandi nomi della cultura, dall'architetto Vezio de Lucia ai consiglieri di Italia Nostra Nicola Caracciolo ed Ebe Giacometti. Il problema, nota Emiliani, riguarda le costruzioni e le autorizzazioni paesaggistiche, per le quali verrebbero obbligate le soprintendenze a dare una risposta al cittadino, pena, anche in questo caso, lo scattare del silenzio-assenso. Vista la situazione delle soprintendenze, sempre più svuotate di personale, questo «significa dare in pratica via libera a tutte le domande di concessione edilizia, alle lottizzazioni».
Paesaggio e beni culturali in pericolo
Il ministero ha varato un disegno di legge sulle semplificazioni che prevede la cancellazione della regola del "silenzio-rifiuto" per le autorizzazioni a costruire in aree con vincoli ambientali e paesaggistici. Questo provvedimento è stato criticato da ambientalisti e associazioni di cultura, che lo considerano una "follia" che rischia di portare a un nuovo sacco del patrimonio culturale italiano. I critici sostengono che la cancellazione della regola del "silenzio-rifiuto" permetterà alle autorizzazioni a costruire di essere richieste senza dover rispondere alle domande del cittadino, con il rischio di danneggiare il paesaggio e la cultura.
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