Ridurre la burocrazia per dare nuovo slancio all'edilizia. E' uno degli obiettivi della norma, contenuta nel Ddl Semplificazioni, che istituisce il "silenzio-assenso" per le concessioni edilizie. Norma, però, che ha visto la dura reazioni degli ambientalisti preoccupati che il testo possa rendere più facile costruire anche in zone sottoposte a vincoli ambientali, paesaggistici e culturali. Tesi, però, seccamente smentita dal ministero guidato da Lorenzo Ornaghi che getta acqua sul fuoco e parla anzi di «tutela rafforzata», così come fa anche il collega dell'ambiente Corrado Clini. In attesa che venga reso noto il testo definitivo, quindi, è giallo sugli articoli che riguardano le autorizzazioni a costruire e la tutela del paesaggio. Legambiente e Comitato per la Bellezza, così come il responsabile cultura dell'Idv Giulia Rodano non hanno dubbi: le nuove norme, cancellando la regola del "silenzio-rifiuto" per le autorizzazioni a costruire anche nelle aree con vincoli ambientali e paesaggistici, introducendo al suo posto «il silenzio-assenso». «Una vera e propria follia che rischia di portare a un nuovo sacco del patrimonio culturale italiano», denuncia il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Stessa lettura del prowedimento e stesso allarme per il presidente dei Verdi Angelo Bonelli («nemmeno Berlusconi aveva osato tanto») e per Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, che firma una lettera appello insieme con altri grandi nomi della cultura. Il problema, nota Emiliani, riguarda le costruzioni e le autorizzazioni paesaggistiche, per le quali verrebbero obbligate le soprintendenze a dare una risposta al cittadino, pena, anche in questo caso, lo scattare del silenzio-assenso. Vista la situazione delle soprintendenze, sempre più svuotate di personale, denuncia il Comitato di Emiliani puntando il dito anche sul ministro Lorenzo Ornaghi e sul sottosegretario Roberto Cecchi («non potevano non sapere») questo «significa dare in pratica via libera a tutte le domande di concessione edilizia. Dal ministero dei Beni culturali, però, smentiscono con decisione questa interpretazione delle norme e rassicurano: nel Ddl, sostengono, «non c'è nessuna diminuzione del livello di tutela del paesaggio e dei beni culturali», che anzi «viene rafforzata». La stessa cosa viene sottolineata del resto nella scheda pubblicata sul sito del ministero della Funzione Pubblica, dove alla voce «disciplina del permesso di costruire» si precisa che all'eliminazione del "silenzio-rifiuto" corrisponde l'introduzione dell'obbligo da parte dell'amministrazione di rispondere al cittadino. Anche il ministro per l'Ambiente Corrado Clini è certo: in materia edilizia- dice- «non c'è nessun condono, nessuno sconto, nessun attacco all'ambiente, nessuna porta aperta alla speculazione sui territori protetti e di pregio».