Da una parte ambientalisti e associazioni di cultura che lanciano l'allarme per patrimonio paesaggistico e beni culturali privati delle tutele, dall'altra il ministero guidato da Lorenzo Ornaghi che getta acqua sul fuoco e parla anzi di «tutela rafforzata», così come fa anche il collega dell'ambiente Corrado Clini. In attesa che venga reso noto il testo definitivo del disegno di legge sulle semplificazioni varato dal Consiglio dei ministri, è giallo sugli articoli che riguardano leautorizzazioni a costruire e la tutela del paesaggio. Legambiente e Comitato per la Bellezza, così come il responsabile cultura dell'Idv Giulia Rodano non hanno dubbi: le nuove norme, cancellando la regola del 'silenzio-rifiutò per le autorizzazioni a costruire anche nelle aree con vincoli ambientali e paesaggistici, introducono al suo posto «il silenzio-assenso». «Una vera e propria follia che rischia di portare a un nuovo sacco del patrimonio culturale italiano», denuncia il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Stessa lettura del provvedimento e stesso allarme per il presidente dei Verdi Angelo Bonelli («nemmeno Berlusconi aveva osato tanto») e per Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, che firma una lettera appello insieme con altri grandi nomi della cultura, dall'architetto Vezio de Lucia ai consiglieri di Italia Nostra Nicola Caracciolo ed Ebe Giaco-metti. Il problema, nota Emiliani, riguarda le costruzioni e le autoriz7.azioni paesaggistiche, per le quali verrebbero obbligate le soprintendenze a dare una risposta al cittadino, pena, anche in questo caso, lo scattare del silenzio-assenso. Vista la situazione delle soprintendenze, sempre più svuotate di personale, denuncia il Comitato di Emiliani puntando il dito anche sul ministro Lorenzo Ornaghi e sul sottosegretario Roberto Cecchi ( non potevano non sapere») questo «significa dare in pratica via libera a tutte le domande di concessione edilizia, alle lottizzazioni, ai nuovi insediamenti industriali anche all'interno di aree vincolate». Dal ministero dei beni culturali, però, smentiscono con decisione questa interpretazione delle norme e rassicurano: nel disegno di legge, sostengono, «non c'è nessuna diminuzione del livello di tutela del paesaggio e dei beni culturali», che anzi «viene rafforzata».