«Nessun rischio Unesco per i siti del Siracusano». L'ex soprintendente Mariella Muti, oggi assessore comunale alle Politiche culturali, interviene sulla polemica relativa a presunti fondi mancati per Siracusa, Pantalica, e Val di Noto. Notizie che riguarderebbero dunque i siti insigniti del riconoscimento Unesco e che, a causa dell'assenza dei piani di gestione, non avrebbero potuto usufruire di finanziamenti regionali. «Si tratta di notizie false - dice l'architetto Muti -. I piani di gestioni esistono e sono applicati secondo le regole per entrambi i siti "patrimonio dell'umanità" della nostra provincia». Gli fa eco Carlo Scibetta, presidente dell'associazione Sud Est e sindaco di Palazzolo. «I siti che sono insigniti del riconoscimento Unesco - dice Scibetta, il quale ieri ha presieduto una riunione operativa con gli altri sindaci del Sud Est - sono tali proprio perchè applicano un piano di gestione». Un piano che si basa su tre concetti: conoscenza, tutela e valorizzazione, come ha evidenziato Mariella Muti. «Basti pensare - dice - che l'iscrizione dei siti barocchi all'Unesco è stata ritardata di un anno proprio perchè il Piano di gestione non era pronto». I Piani sono programmi che riguardano l'intero territorio, come evidenzia Scibetta, e servono a ottimizzare le risorse anche attraverso la redazione di progetti capaci di partecipare a bandi. «E' il caso del progetto a cui stiamo lavorando - aggiunge il sindaco Scibetta - che prevede la nascita di un portale del Sud Est attraverso i fondi Arcus e la disposizione di codici a barre nelle tabelle dei monumenti che, attraverso smartphone, consentiranno di ottenere tutte le informazioni storiche e vari dettagli». «La Soprintendenza non permette alcuno spreco di fondi - dice il soprintendente Orazio Micali -, anzi. Al contrario. Tuttavia, ritengo che i discorsi generici non servano a nulla». isabella di bartolo 18102012