«Venezia ha bisogno di sapere quali navi e di quali dimensioni possono godere del privilegio di passare in Bacino San Marco, ma anche di uno studio aggiornato sul numero massimo di crocieristi che Venezia è e sarà in grado di tollerare». Per Paolo Costa, presidente dell'Autorità portuale, le navi da crociera, per continuare a passare a San Marco dovranno quindi avere un limite. Costa lo ha sottolineato ieri alla presentazione del Master Port Economics and Management di Ca' Foscari. «La corsa al gigantismo, sia nel traffico passeggeri sia nelle merci ci preoccupa - ha aggiounto il presidente del Porto - dal momento che tra non molto alcune nemmeno saranno in grado di entrare nei porti italiani. E da questa collaborazione del Master con Ca' Foscari e Iuav nasceranno ricerche importantissime, finalizzate ad arricchire un dibattito sempre più caro alla città. Penso a un concorso internazionale che identifichi dimensioni e caratteristiche tecniche delle navi che potranno passare in Bacino e fissare i limite di croceristi». Secondo il presidente dell'Autorità portuale, «in un settore dove il dibattito è focalizzato su navi e merci, ma privo del punto di vista di chi i porti li gestisce, questi Master sono stati pensati per formare la classe dirigente di domani e approfondire temi d'interesse più vasto». «Fino ad oggi - ha aggiunto Costa - il porto non è stato visto come un soggetto, ma come una conseguenza. Noi vogliamo modificare questa tendenza, formando gente in grado di gestire scali per tutte le merci. E studiando alternative a un gigantismo che a lungo termine potrebbe vederci tagliati fuori: una strada difficile, ma non impossibile, dal momento che prima si sono costruite petroliere sempre più grandi e ora si sta facendo marcia indietro. D'altro canto, le attuali dimensioni delle navi da crociera e merci sono legate al contenimento dei costi. Vogliamo capire se, anche a questi livelli, altre soluzioni sono condivisibili dalle compagnie». Per Costa, «l'accordo con Ca' Foscari e Iuav ha una forte valenza culturale. Ricordare che gran parte delle sue fortune, Venezia le deve al porto, è quasi una banalità. Ma è altrettanto innegabile che senza tornare al volume di traffici dei secoli d'oro, questo legame va rinsaldato. Inoltre, sul traffico passeggeri, saremmo in grado di puntare al raddoppio. Ma non l'abbiamo fatto, perché consapevoli delle conseguenze di quello che già consideriamo un eccesso di successo. Sono sempre di più le persone che si chiedono quanti turisti Venezia è e sarà in grado di sopportare. Va fissato un limite, crocieristi compresi. E il problema ce lo stiamo ponendo anche noi». In conclusione, uno scambio di battute sui rapporti con il Comitato no grandi navi e le sue eventuali reazioni alla collaborazione del porto con i due atenei: «Mi sono reso disponibile a incontrare i loro rappresentanti, ma per il momento non si sono fatti vedere - taglia corto Costa - Quanto alla prevedibile contestazione che le ricerche saranno parziali, spero che non si voglia impedire l'allargamento del dibattito a chi si sforzerà di proporre non solo approfondimenti, ma soluzioni». C
VENEZIA - Costa: Un limite per le crociere
Il presidente dell'Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, ha sottolineato l'importanza di stabilire un limite alle navi da crociera che possono passare in Bacino San Marco e di uno studio sul numero massimo di crocieristi che la città può tollerare. Costa ha anche affermato che il porto non è stato visto come un soggetto, ma come una conseguenza, e che vuole modificare questa tendenza formando la classe dirigente di domani e approfondendo temi d'interesse più vasto. Ha anche menzionato l'accordo con Ca' Foscari e Iuav per studiare alternative al gigantismo e per identificare dimensioni e caratteristiche tecniche delle navi che possono passare in Bacino.
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