L'acquario a Napoli si farà e dal primo aprile Elia Mannetta, l'ingegnere di Baltimora che ha già progettato quello di Genova, sarà al lavoro con la sua equipe per lo studio di fattibilità. Mannetta alle 14 è stato ricevuto anche dal sindaco nello studio di Palazzo San Giacomo e la Iervolino, entusiasta dell'idea dell'acquario, ha dato il suo definitivo placet all'operazione che non sarà semplicissima da completare ma che tutti sono convinti si possa concretizzare. Per il primo cittadino, insieme con il water front, l'acquario deve rappresentare uno dei punti fondamentali del suo mandato, ecco perché ha avuto pochi dubbi nel dire a Mannetta chiaro e tondo di darsi da fare e presto: «È vero - conferma l'assessore al Turismo e allo Sviluppo Nicola Oddati - abbiamo conferito l'incarico ufficiale a Mannetta - l'ingegnere dovrà ora effettuare lo studio di fattibilità. Il costo del progetto è di circa mezzo milione di euro. Soldi che abbiamo già messo nel bilancio preventivo che verrà presentato a fine mese. Ma l'aspetto più importante è che il progetto dovrà essere esecutivo nel tempo più breve possibile. Perché la prima cosa che abbiamo chiesto io e il sindaco a Mannetta è di poter inaugurare l'acquario entro la fine del nostro mandato, quindi fra tre anni». E i tempi ci sono tutti, perché il tecnico statunitense ha assicurato che in 120-180 giorni, non solo sarà pronto il piano economico, ma anche il disegno e l'area dove la struttura, il «contenitore» come lo chiama Mannetta, dovrà essere installata. È valutato, poi, in poco più di due anni il tempo di realizzazione della struttura, se non ci saranno intoppi di natura burocratica. Sul sito dove far nascere quello che dovrà essere un formidabile volano per lo sviluppo, i dubbi sono pochi. In ballottaggio ci sono Bagnoli e l'area est della città. Con quest'ultima in netto vantaggio. Pietrarsa il luogo privilegiato: c'è la ferrovia, un museo, ci arriverà anche il metrò, c'è l'autostrada e molto spazio per costruire una serie di infrastrutture (bar, ristoranti, ritrovi per il tempo libero) utili per l'ingente massa di visitatori che l'acquario inevitabilmente attirerà e che potrebbero interessare gli imprenditori. Inoltre nella zona orientale, è previsto un grande insediamento universitario. L'acquario dovrà rappresentare, nei progetti di Palazzo San Giacomo, un altro grande polo scientifico e della ricerca, alla stregua di Bagnoli. Non a caso proprio a Pietrarsa ieri pomeriggio Mannetta insieme con l'assessore Oddati ha effettuato un sopralluogo. «L'acquario dovrà essere un locomotore di sviluppo - spiega Oddati - non dovrà avere alcun impatto ambientale e avere una valenza scientifica di prim'ordine. Costruiremo una struttura d'eccellenza, altrimenti è inutile cimentarsi». Chiaro il messaggio per Mannetta. I costi, serviranno una 20 di milioni di euro, non spaventano Palazzo San Giacomo: «È chiaro che l'intervento dei privati potrebbe avere una parte determinante. Anche se non sarà decisiva. Gli investitori ci sono su questo abbiamo tutti pochi dubbi. L'importante è ultimare l'opera presto, per caratterizzare in maniera sempre più marcata la vocazione turistica della città».
Sì all'Acquario, via al piano dei tecnici Usa
L'ingegnere Elia Mannetta, di Baltimora, sarà al lavoro dal primo aprile per lo studio di fattibilità dell'acquario a Napoli. Il costo del progetto è di circa mezzo milione di euro. Il sindaco e l'assessore al Turismo e allo Sviluppo Nicola Oddati hanno conferito l'incarico ufficiale a Mannetta. Il progetto dovrà essere esecutivo nel tempo più breve possibile, con l'obiettivo di inaugurare l'acquario entro la fine del mandato del sindaco, cioè fra tre anni. Il sito previsto per l'acquario è Pietrarsa, che offre molte opportunità per lo sviluppo economico e la creazione di infrastrutture.
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