Salemi. La "pietra campanedda" che decora gran parte del centro storico e dei suoi monumenti più rappresentativi dal 24 maggio scorso è entrata a far parte del registro delle Eredità immateriali dell'Unesco. Una notizia che emerge solo in questi giorni in occasione di un convegno sul tema. Le fasi che hanno portato alla classificazione nel Registro dei Beni Immateriali, Libro dei Saperi, del prezioso minerale saranno illustrate nella conferenza che si terrà domani alle 18 nelle sale del Castello normanno-svevo. Un momento importante che porta il centro storico di Salemi all'attenzione degli esperti. Il convegno è organizzato dall'associazione culturale "Archetipo" e in particolare da Irene Cavarretta e Mariella Barbera che hanno curato la richiesta e prodotto tutta la documentazione necessaria perché la Commissione Rei, istituita dall'assessorato regionale dei Beni Culturali e Ambientali e dell'identità Siciliana guidata da Aurelio Rigoli, presidente del Centro internazionale di etnostoria, procedesse all'iscrizione della caratteristica pietra estratta in cave e grotte situate nel territorio di Salemi. «L'iscrizione - spiegano le due promotrici che hanno seguito l'iter amministrativo sin dal 2011 - rientra fra gli interventi volti alla tutela e alla salvaguardia del centro antico realizzato con questa rara e caratteristica pietra locale». Alla conferenza interverranno fra gli altri Aurelio Rigoli, Paola Misuraca, soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, Ferdinando Maurici, direttore del Comprensorio Archeologico di Monte Iato, Alberto Ditta, presidente dell'ordine degli Architetti di Trapani, Anna Maria Amitrano, ordinario di Etnologia, Etnostoria e Storia delle Tradizioni Popolari all'Università di Palermo, Aurelio Pes, segretario della Commissione Scientifica Rei e Baldo Gucciardi, consigliere della Fondazione Federico II. Al termine dell'incontro sarà inaugurata al Castello la mostra di Nicola Figlia «Un'iconografia del volto», visitabile fino al 31 ottobre. Letizia Loiacono 17102012