Una buona notizia e una (quasi) cattiva. Quella buona: il Maxxi, museo per le arti del XXI secolo, non è più commissariato e può riprendere a sperimentare sulla sua pelle una "governance" normale. Ha schivato il fallimento: nei cinque mesi di sorveglianza stretta, dopo la non approvazione del precedente bilancio, è uscito dalla palude e, pur con un budget risicato, appena rimpinguato da sponsor privati e da un milione in più del Mibac, si accinge ad affrontare la programmazione presente (oggi opening a inviti della mostra dedicata a Le Corbusier e ai suoi rapporti con l'Italia) e quella futura, in compagnia del sudafricano William Kentridge, dal 17 novembre al 3 marzo 2013). Quella cattiva: i risultati cautamente confortanti - i finanziamenti restano sempre low profile - vengono presentati dal commissario straordinario Antonia Pasqua Recchia, coadiuvato dalle direttrici Anna Mattirolo (arte) e Margherita Guccione (architettura), senza però un presidente e un cda, azzerati e ancora da nominare: la data dell'investitura ufficiale da parte del ministro Ornaghi è prevista per il 31 ottobre. Difficile quindi indovinare il nuovo identikit del museo e i suoi assetti a venire. Per adesso, la schiarita viene affidata ai numeri e a un incontro definito dalla stessa Pasqua Recchia «tecnico», un rendiconto: in un contesto di oggettiva crisi delle istituzioni che si dedicano al contemporaneo - basti vedere i comunicati stampa delle mostre in programma per l'autunnoinverno: pullulano i riallestimenti delle raccolte, vengono sfoderati i grandissimi nomi o, come accade al Thyssen-Bomemisza di Madrid, si sceglie di presentare le collezioni di gioielli firmati Cartier -, il Maxxi è riuscito a calamitare a sé nuovi sponsor e a convincere alcuni privati a finanziare dei progetti espositivi o dei servizi culturali (conferenze, laboratori, presentazioni di libri, incontri con artisti e architetti). Nel bilancio preventivo 2012 approvato, che è di 8.561.962 con un 1.410,58 ci sono oltre 1,5 milioni di euro che arrivano da «contribuenti» esterni, fra cui Terna, Eni e Fendi, che lega il suo ingresso all'arrivo di una star come Jeff Koons, che sbarcherà nella piazza con le sue megainstallazioni in dicembre. Si era a lungo vociferato anche di uno spazio ad hoc per la Maison all'interno del museo, ma per ora non ci sono le condizioni giuridico-statutarie per approntare un atelier. Al Maxxi che torna alla normalità e non è più un sorvegliato speciale gli si dà maggiore fiducia: ecco allora che viene finanziato con un milione in più dal ministero ("soldi che non c'erano a maggio e che si sono potuti trovare negli ultimi giorni, in fase di assestamento di bilancio", spiega il commissario Pasqua Recchia) e con altri 400mila euro che arrivano da Arcus ("provengono da economie e risparmi fatti dalla società, nonostante la spa del dicastero verrà messa in liquidazione entro gennaio 2014", aggiunge poi). Non resta che invertire la rotta della decrescita di visite dovute alla crisi: il Maxxi stava andando in sofferenza, con il 25 in meno di ospiti paganti, contrazione che ha pesato non poco nella gestione del museo. L'obiettivo, dopo gli ottantamila visitatori da maggio a ottobre, è il raggiungimento di trecentomila biglietti staccati. Poi, si aprirà il 2013: budget sempre risicato, ma le nebbie si sono un po' diradate e dunque l'annuncio. Tra le principali mostre ci saranno Energetic architecture, un percorso costruito attraverso i lavori del fotografo Luigi Ghirri, un omaggio ad Ali-ghiero Boetti e una personale di Francesco Vezzoli.