Non solo Ortigia, non solo Parco Archeologico. Siracusa palpita di storia in tutto il suo territorio. E la zona a nord della città, dalla inequivocabile connotazione industriale avuta in un arco temporale brevissimo, rischia di non essere più valutata per quello che invece ha rappresentato sin dalla preistoria. Rischia di non essere compresa né dai visitatori, né dalle nuove generazioni aretusee per la totale apparente cesura col passato. Dal sito della più antica cultura agricola finora nota in Sicilia, Stentinello, al villaggio dell'età del bronzo sulla penisola di Manghisi, l'antica Thapsos, alla necropoli dell'età del ferro lungo la valle del Marcellino, alla colonia greca di Megara Iblea, alla città Sveva di Augusta questo lembo di terra racchiude millenni della storia della Sicilia oltre a preziosi sopravvissuti beni naturalistici. Esiste un posto straordinario per osservare, oltre quello a sud, anche questo territorio, sino alla zona etnea sovrastata dal Mongibello: la fortezza greca dell'Eurialo. Ogni visita alla città dovrebbe iniziare da questo osservatorio straordinario in un isolamento surreale ove anche il più insensibile degli esseri umani può ritrovare il rapporto col passato e riuscire a guardare oltre il fumo delle ciminiere che troppo spesso ha dato vita a sterili critiche. Friedrich Munter, nel 1775, si meravigliava che nessun viaggiatore avesse «esaminato questo meraviglioso monumento». Oggi la situazione, in proporzione al tempo trascorso è peggiorata: la più importante fortezza greca d'Europa, non è tra i siti archeologici fra i più visitati! Andiamo all'Eurialo, nella parte alta della città alle porte di Belvedere, alla riscoperta non solo del monumento, ma di uno dei più ricchi territori siciliani per patrimonio archeologico, monumentale e ambientale. Laura Cassataro 16102012