È un piccolo miracolo, un segnale di resistenza e al contempo un modello nuovo per uscire dalla crisi, l'ultimo progetto per l'arte lanciato ieri dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Iniziativa dal titolo altisonante, "Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche", che si traduce concretamente nel restauro di alcune opere ma che presuppone soprattutto un nuovo modello di fare rete. L'operazione porterà intanto all'antico splendore otto dipinti di artisti forse non notissimi al grande pubblico, ma interessanti per gli studiosi, quali Carlo Bononi, Benedetto Gennari, Zenone da Verona, Ercole Graziani, Vincenzo Spisanelli, Domenico Monio. E ha già regalato una sorpresa: il ritrovamento di una tela, la "Madonna del Carmine", dipinta nel '600 da Michele Desubleo, che si credeva dispersa. L'artista fu uno dei migliori allievi di Guido Reni, attivo tra Bologna, Modena, Parma e Venezia, e la pala era collocata nella chiesa del Carmine di Massa Lombarda. Danneggiata dai bombardamenti dell'ultima guerra, fu portata alla Pinacoteca di Bologna per un restauro, finendo poi per essere dimenticata. Oggi invece si è ridata la giusta identità al dipinto che dopo il restauro sarà riconsegnato al legittimo proprietario, il Comune della provincia ravennate. Gli altri interventi sono stati compiuti per la chiesa di San Francesco da cui proviene la "Sacra Famiglia" di Graziani, per il Ritiro di San Pellegrino, ente religioso bolognese che possiede i "Compianti" di Bononi e di Zenone e un ritratto di Gennari, e per la chiesa di Santa Maria del Borgo di Budrio per i dipinti dello Spisanelli. Emerge così la nuova modalità di azione del progetto. La Fondazione del Monte ha messo a bilancio 50mila euro per il 2011 e altrettanto per il 2012 per recuperare opere bisognose di cure. I funzionari della Soprintendenza hanno segnalato i casi su cui intervenire: lavori di alto valore storico e artistico, ma poco conosciuti, e per questo con poco appeal per i grandi sponsor. Dipinti conservati in pievi sperdute, tele dimenticate nei depositi, ma le cui foto sono ben ordinate nei cassetti degli studiosi. Il coordinatore del progetto per la Fondazione, lo storico dell'arte Angelo Mazza, darà il via ai lavori di recupero che saranno eseguiti a rotazione da laboratori di restauro diversi. «Da quando lavoro per il Ministero sento ripetere che per problemi di bilancio è impossibile assecondare le nostre richieste ha sottolineato Luigi Ficacci, Soprintendente di Bologna . A lungo andare si perderà un patrimonio artistico ma anche tutta una serie di professionalità predisposte alla sua tutela. Per questo il progetto della Fondazione è importate e speriamo potrà proseguire per un nuovo biennio». Intanto si aspettano i risultati del recupero delle prime opere che saranno presentati in una mostra nel 2013.