Baio: «Non sono stati redatti i piani di gestione eppure si continua a parlare di turismo» Perduti altri due miliardi dalla Sicilia per la mancanza dei Piani di gestione dei siti Unesco. E ora si rischia anche la revoca del riconoscimento Unesco per i siti privi del Piano di gestione. Buona parte di questi due miliardi erano destinati ai siti Val di Noto e Siracusa-Ortigia-Pantalica. Lo denuncia Salvo Baio, già presidente del Consorzio universitario Archimede, gridando alla vergogna a carico della Regione e dei Comuni. E aggiunge: «Anche altri fondi europei sono andati perduti: in particolare quelli che annualmente mette disposizione per i siti Unesco il ministero dei Beni culturali e quelli previsti dai programmi operativi del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Pofesr). La linea 3 dei Pofesr è destinata proprio alla filiera Beni culturali-turismo. «Ma la perdita più grave - sottolinea Baio - è quella dei due miliardi stanziati dall'Unione Europea, nella programmazione 2007-2013, e destinati ai cosiddetti attrattori culturali: in pratica alla valorizzazione dei beni culturali per attrarre turismo. Ai 5 siti Unesco della Sicilia (Valle dei templi, Eolie, Piazza Armerina, Val di Noto e Siracusa-Ortigia-Pantalica) erano destinati 400 milioni di quei due miliardi». Motivo di queste ulteriori sconfitte per il territorio, per lo sviluppo, per il lavoro: l'inerzia di Regione, Comuni, e Soprintendenze, che non hanno allestito gli strumenti necessari per ottenere questi finanziamenti; in particolare i Piani di gestione dei siti Unesco. «Eppure - aggiunge Baio - il ministero dei Beni culturali stanzia ogni anno i fondi occorrenti per le spese tecniche necessarie alla redazione dei Piani di gestione». C'è da aggiungere che, al tempo del riconoscimento Unesco per il Val di Noto (sito del quale fa parte anche Palazzolo) una bozza di Piano di gestione fu predisposta, gratuitamente, dall'Associazione Civita, presieduta da Franco Imperatore, e da Confindustria Siracusa, allora presieduta da Ivan Lo Bello. La bozza doveva soltanto essere integrata, adeguata e adottata dai Comuni interessati e dalla Soprintendenza. "Era stato costituito, sempre per la redazione del Piano, il Consorzio Hyblon - ricorda poi Salvo Baio. - Vi aveva aderito anche il Consorzio Archimede, sostenendo un ruolo della facoltà di Architettura nella redazione del Piano. Ma il consorzio è stato sciolto perché il Comune di Siracusa ne è uscito. Fu poi costituita l'Associazione culturale del Sud Est. Ma non se n'è avuta notizia alcuna. Successivamente fu costituito il Distretto turistico Sud-Est. La Regione lo ha appena approvato. Ma si aspetta ancora l'adesione di vari Comuni. E anche il distretto è strumento necessario per ottenere i fondi europei». Su tutto questo è calato il silenzio. E si continua a perdere i fondi. Ma si continua a parlare di turismo. «In definitiva - conclude Salvo Baio - questa classe dirigente è incapace di valorizzare il patrimonio culturale del territorio e, conseguentemente, di attrarre il turismo di settore». 16102012