Il toga party clandestino e troppi proprietari dell'isola ISOLA DI GIANNUTRI (Gr). UNA VILLA con troppi proprietari e nessun possessore, un patrimonio archeologico diviso tra pezzi dello Stato, ma l'unica presenza dello Stato in quei ruderi di una dimora romana del II secolo dc, è una recinzione rotta e pieni di buchi, più qualche cartello di divieto molto più comico che minaccioso. Il party in toga organizzato quest'estate da giovani in vacanza a Giannutri, quei rampolli vestiti da antichi romani in posa tra i resti della villa, in un happy hour «de' noantri», oltre ad aver innescato polemiche velenose e possibili denunce, ha riaperto il dossier su un'isola di tutti e di nessuno, senza controlli e con le competenze divise tra troppi enti. Solo per restare alla villa romana, con i mosaici restaurati da poco, la proprietà è divisa tra agenzia del demanio e ministero dell'ambiente, con il ministero dei beni culturali che si è assunto l'onere degli interventi di recupero e della manutenzione. Dopo decenni di contenziosi, secondo la funzionaria della soprintendenza dei beni archeologici Paola Rendini, «la complicata situazione giuridico-amministrativa della villa sarebbe in via di definizione». Per ora è solo un auspicio, e i tanti proprietari significano solo assenza di controlli. Per questo bene ha fatto il prefetto di Grosseto, Marco Valentini, ad annunciare la presenza dei carabinieri sull'isola, ovvero il ritorno concreto dello Stato a partire dalla prossima estate. LA VILLA è però il riassunto perfetto della situazione di tutta l'isola. Con competenze e funzioni divise tra Comune del Giglio, Regione, Consorzio di Giannutri, società partecipate e compagnie di navigazione. Basta ricordare il duello sulla spazzatura, sullo smaltimento dei rifiuti con le liti tra sindaco, compagnie di traghetti, Coseca e Regione per eliminare le scorie dall'isola. Accordo raggiunto a fatica, almeno fino alla prossima estate. Stesso discorso sull'ordine pubblico o sulle opere da realizzare: la maggior parte dei terreni è di proprietà del Consorzio, quindi la trattativa per installare, ad esempio, un'isola ecologica va fatta con i soci. E diventa estenuante per forza di cose. Il casus belli resta la villa romana, la sua gestione e il controllo. La Soprintendenza può anche insistere sulle polemiche sterili e sulle disinformazioni. Ma quelle foto del toga party restano come monito: non bastano recinti e dichiarazioni d'intenti a fermare i «vandali».
Una villa di tutti e di nessuno. Giannutri, il tesoro sprecato
L'isola di Giannutri, in Toscana, è stata teatro di un toga party clandestino organizzato da giovani in vacanza. L'evento ha innescato polemiche e possibili denunce. L'isola è caratterizzata da una situazione giuridico-amministrativa complessa, con la proprietà della villa romana divisa tra agenzie del demanio e ministero dell'ambiente. La villa è stata restaurata e la sua manutenzione è affidata al ministero dei beni culturali. La situazione è stata definita "in via di definizione" dalla funzionaria della soprintendenza dei beni archeologici.
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