PALERMO. Accorato allarme della sovrintendenza Muffe, calcinacci, umidità e rifiuti assediano il sito antropologico Urge un tavolo. Il complesso funerario è stato in uso dal XVI al XX secolo PALERMO. Alexandre Dumas, Guy de Maupasant, Fanny Lewad e Carlo Levi, che ne hanno decantato i luoghi, se oggi venissero a sapere che le mummie custodite all'interno delle catacombe dei frati Cappuccini di Palermo sono in pericolo e versano in gravissime condizioni di degrado, quasi sicuramente metterebbero del loro attraverso l'"arma" della letteratura, per poterle salvare. Il sito delle catacombe palermitane è sicuramente uno dei luoghi di maggiore interesse antropologico non solo in Sicilia e in Italia, ma di tutto il mondo e rischia seriamente di perdere tutto il suo immenso patrimonio composto da quasi 2000 mummie. L'allarme è stato lanciato dalla Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali dopo un sopralluogo effettuato lo scorso mese di settembre e reso noto soltanto ieri, durante il quale è stata verificata la presenza di muffe, calcinacci, umidità, ragnatele e rifiuti. La custodia e la sorveglianza del sito sono carenti e mancano indicazioni sui percorsi tra le nicchie che raccolgono le mummie: la più antica è quella di frate Silvestro da Gubbio del 1599, mentre la più recente quella del principe Giovanni Licata di Baucina del 1939. Altre mummie sono custodite in casse e sono anche queste ad alto rischio. La mummia più conosciuta, studiata e visitata è quella della piccola Rosalia Lombardo, la bimba di 2 anni morta il 6 dicembre 1920 ed imbalsamata dal prof. Alfredo Salafia, per la quale è stata realizzata l'anno scorso una speciale culla «hi-tech» per iniziativa degli studiosi dell'Eurac di Bolzano e del responsabile del progetto "mummie siciliane", l'antropologo Dario Piombino-Mascali. Già l'anno scorso Piombino-Mascali aveva scritto al presidente della Regione per segnalare il degrado del sito e per chiedere interventi per tutelare il «prezioso complesso funerario in uso tra la fine del XVI e la seconda metà del XX secolo». Le mummie delle catacombe dei Cappuccini, sottolinea l'antropologo, «rappresentano una delle meraviglie più note della Sicilia e del mondo, immortalate dalle parole di grandi letterati come Dumas e Guy de Maupassant. Occorre fare in fretta per non perdere questo patrimonio, anche attraverso finanziamenti europei. Dobbiamo metterci tutti attorno ad un tavolo - Regione, Sovrintendenza e frati Cappuccini - per trovare presto una soluzione. Non possiamo perdere una grande fetta di storia antropologica siciliana».