Soldi per accelerare i pagamenti Tre funzionari della Soprintendenza sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di aver preso mazzette in cambio di procedure accelerate nel pagamento degli appalti vinti da una società specializzata nei restauri delle chiese della Capitale. Tangenti oscillanti tra i 5 e i 12mila euro pagati dai soci della Olimpo srl, vincitrice nel 2007 dei lavori per il restauro del Giardino degli Aranci, della Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, di Santa Maria della Vittoria e di San Marcello. Il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari contesta ai tre funzionari la corruzione in atti d'ufficio. Tra loro c'è di Massimo Pluchino, all'epoca capo delle Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici. I soci della Olimpo hanno invece patteggiato una condanna di io mesi di carcere per le mezzette pagate. Funzionari della Soprintendenza avrebbero preso mazzette per sveltire il pagamento degli appalti vinti da una società specializzata nei restauri delle chiese della Capitale. Tangenti oscillanti tra i 5 e i 12mila euro pagati dai soci della Olimpo srl, vincitrice nel 2007 dei lavori per il restauro del Giardino degli Aranci, della Chiesa di Sant' Ignazio di Loyola, di Santa Maria della Vittoria e di San Marcello. Il procuratore aggiunto Roberto Cucchiari ha ottenuto il rinvio a giudizio di tre funzionari della Soprintendenza con l'accusa di corruzione in atti d'ufficio. Si tratta di Massimo Pluchino, all'epoca capo delle Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici, dell'architetto Paola Santilli e del geometra Franco Nocchi. I soci della Olimpo hanno invece patteggiato una condanna di io mesi di carcere per le mezzette pagate. La vicenda sarebbe rimasta lontano dagli occhi del procuratore aggiunto Cucchiari se Giuseppe Calleri, un dipendente dalla ditta Olimpo, non avesse deciso di vendicarsi dei suoi datori di lavoro, colpevoli di averlo licenziato. Una rivincita che l'ex dipendente, anche lui condannato a io mesi con l'accusa di corruzione, ha consumato vuotando il sacco agli inquirenti su alcuni affari poco trasparenti della Olimpo. Il sistema rivelato da Calleri, riscontrato nelle indagini della procura, è semplice. La società, con commesse in tutta Italia, ha vinto nel 2007 a Roma i lavori dei restauri in modo corretto. Tuttavia il Giardino degli Aranci o la Chiesa di Santa Maria della Vittoria sono appalti complessi che finiscono per succhiare ingenti risorse finanziare alla società nel corso dei lavori. E così, visto che i soldi in cassa sono pochi, i soci della Olimpo, attraverso Calleri, allacciano contatti con i tre funzionari della Soprintendenza per accelerare la liquidazione dei lavori. E ad ognuno cominciano a versare moneta contante. Pluchino, per esempio, avrebbe ottenuto circa 12mila euro per facilitare il pagamento degli appalti. Alla Santilli invece sarebbero stati dati 8mila euro. Mentre Nocchi avrebbe preso 5mila euro.
Roma. Restauri e mazzette. Nei guai 3 funzionari della Soprintendenza
Tre funzionari della Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di corruzione in atti d'ufficio. Si tratta di Massimo Pluchino, Paola Santilli e Franco Nocchi. La società Olimpo srl, vincitrice nel 2007 dei lavori di restauro di diverse chiese a Roma, avrebbe pagato tangenti ai funzionari per accelerare il pagamento degli appalti. Le tangenti oscillavano tra i 5 e i 12mila euro. I soci della Olimpo hanno patteggiato una condanna di sei mesi di carcere per le mezzette pagate.
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