Torna a splendere l'antico sarcofago del Figlio di Iside DA OGGI il Museo Archeologico può mostrare uno dei suoi gioielli più preziosi, conservato fino ad ora nei depositi perché bisognoso di cure e restauri. Si tratta del sarcofago di «Mes-Isis», ovvero il «Figlio di Iside», personaggio misterioso ma sicuramente vissuto durante la XXV dinastia, tra il 750 e il 526 a. C. Un reperto raro che da secoli attira l'attenzione degli studiosi. Ora ritorna alla luce grazie ad un'operazione di recupero finanziata da Intesa Sanpaolo, nell'ambito del progetto «Restituzioni ». Le due parti in legno del sarcofago sono in una stanza del museo che è diventata di fatto un laboratorio di restauro pubblico. Su due tavoli si possono vedere da vicino l'involucro, riccamente decorato, dai colori sgargianti, pieno di iscrizioni, anche se fortemente rimaneggiate nel '600. Un pannello mostra invece le indagini diagnostiche condotte con le tecniche più moderne dall'Opificio delle Pietre Dure. I restauratori fino a dicembre opereranno in orario di apertura del museo e i visitatori potranno assistere ai lavori sul prezioso reperto, arrivato sotto le due Torri nel XVIII secolo grazie al papa bolognese Benedetto XIV. In primavera, finito il restauro, l'opera sarà esposta a Napoli in una mostra organizzata da Intesa Sanpaolo, per poi trovare una collocazione definitiva nel Museo Archeologico. Per presentare l'operazione di recupero sono previste quattro conferenze, alla fine delle quali si potrà vedere da vicino il sarcofago. La prima è oggi alle 17 con Monica Galeotti, Daniela Picchi e Giovanna Prestipino. Paola Naldi