Sono venute alla luce una trentina di tombe e parti dello scheletro di un bambino conservate all'interno di un'anfora. Nuova straordinaria scoperta archeologica PORTO TORRES. Ancora una scoperta archeologica nel cuore della città. E, ancora una volta, è successo in seguito all'apertura di un cantiere. Cantiere che, per la verità, era già stato aperto lo scorso anno provocando -probabilmente - qualche danno, ma gli altri affioramenti con-tribuiranno a inserire un nuovo tassello nella storia di Turris Libisonis. La scoperta è avvenuta in vicolo Brin, dove si sta lavorando alla riqualificazione del centro storico, progetto che prevede la realizzazione di un collegamento diretto fra piazza del Comune e piazza Garibaldi. Lavori che hanno interessato anche lo stabile che ospitava l'archivio comunale e proprio sotto questa costruzione è venuta alla luce una vasta porzione di una necropoli di epoca romana, risalente al secondo e terzo secolo, ma riutilizzata anche in seguito. Gli scavi, diretti dalla responsabile della sede porto-torrese della Soprintendenza ai Beni archeologici Gabriella Gasperetti e coordinati dall'archeologa Rossella Colombi, hanno portato alla luce una trentina di tombe, alcune delle quali contenenti lo scheletro di un bambino. Tombe con copertura "a cappuccino", ma anche una sepoltura più complessa. Lo scavo ha portato alla luce anche un frammento di mosaico caratterizzato da un disegno finora sconosciuto a Porto Torres e attentamente analizzato dagli archeologi. Di particolare interesse i resti di un bambino (il cranio) sepolti all'interno di un'anfora e i frammenti di alcuni corredi funebri. Fra questi spicca un contenitore in vetro per i profumi, e un vaso in terracotta. Non mancano alcune moneti-ne e altri utensili metallici. Ma l'aspetto che più interessa gli archeologi e il susseguirsi degli strati, che fanno ipotizzare l'utilizzo dell'area sepolcrale almeno fino al V secolo, area poi riutilizzata per costruire nuove abitazioni. La necropoli di vicolo Brin sembra far parte di un complesso sepolcrale che occupava una vasta area a occidente di Turris Libisonis, area che stando ai ritrovamenti comprende la zona che da corso Vittorio Emanuele arriva fino alle spalle dell'istituto tecnico nautico, dove erano venute alla luce le tombe ad arcosolio. I risultati della ricerca verranno illustrati probabilmente fra qualche settimana, al termine della campagna di scavi, anche se come sempre resta l'incognita sulla fruizione di questo "nuovo" sito archeologico. Purtroppo l'ipotesi più probabile è anche la necropoli verrà protetta con una copertura conservativa, che però la nasconderà agli occhi di tanti possibili visitatori.