Un vincolo per la libreria Colonnese, affinché in questo modo possa svanire il rischio di sfratto, "minacciato" dal Conservatorio di San Pietro a Majella, proprietario dei locali divenuti - grazie all'amore per i libri ed alla competenza dei Colonnese (Gaetano, Maria, Eddy e Vladimiro) - tra i punti di riferimento della vita culturale napoletana. È quanto richiede Italia Nostra in una nota a firma del presidente della sezione napoletana dell'associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico-artistico e naturale, Guido Donatone, indirizziata ad Enrico Guglielmo, soprintendente per il patrimonio artistico, storico architettonico e demo-etno-antropologico, conme ora si chiama quella che più semplicemente era la soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici. «È una vicenda che merita attenzione - afferma Donatone - e che si può risolvere senza danni per una libreria dalla attività benemerita. E senza danni per le giuste esigenze di spazio del Conservatorio che potrebbe indirizzare altrove la ricerca di nuovi locali: per esempio, all'attiguo monastero di San Domenico Maggiore, da poco restaurato». La vicenda, in breve, nasce - non senza imbarazzo e sincero dispiacere da parte del direttore di San Pietro a Majella, Vincenzo De Gregorio - dall'esigenza del Conservatorio di acquisire nuovi spazi, nell'ambito dell'edificio storico sede di una Accadermia musicale tra le più prestigiose al mondo. Il Conservatorio ha bisogno di locali per l'archivio, la segreteria, i servizi igienicici e chiede agli occupanti dei terranei (una ricevitoria del lotto, depositi della libreria Simeoli, la cui sede è di fronte all'Istituto e, appunto, la libreria Colonnese) di liberare gli spazi. Contro questa decisione, legittima per le esigenze del Conservatorio ma ingiusta per quanto riguarda l'attività della libreria Colonnese, molti ambienti culturali cittadini manifestano sconcerto. Se ne è fatta portavoce Italia Nostra: «La libreria antiquaria Colonnese, fondata - scrive Donatone - nel 1965, è ben nota non solo a Napoli, ma altresì in Italia ed all'estero per l'impegno nella ricerca di libri esauriti e rari (ha pubblicato 150 cataloghi) nonché per l'attività editoriale (circa 500 titoli di critica letteraria, di argomento napoletano e regionale, di attualità, nonché edizioni di testi stranieri). Essa svolge inoltre una intensa attività di mostre, presentazioni di libri, performances teatrali e altre iniziative culturali molto seguite dal pubblico e per tali attività ha ricevuto quattro premi della Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ed un premio della Regione Campania. Desta pertanto viva sorpresa e scorcerto apprendere che il Conservatorio di San Pietro a Majella, proprietario dei locali della libreria, abbia intimato lo sfratto alla Colonnese perché ha bisogno di tali locali». Italia Nostra indica una soluzione praticabile: «Per le sue certamente legittime esigenze il Conservatorio deve ottenere alcuni grandi ambienti un tempo di proprietà del vicino monastero di S. Domenico Maggiore che si sono resi disponibili, e comunque non può privare la città di un piccolo centro culturale divenuto un punto di riferimento, per di più sito in una zona del centro storico dove è indispensabile la presenza di strutture quali la Libreria Colonnese». Infine, la proposta di Italia Nostra, che chiede che «così come avvenuto per la Libreria Guida di piazza dei Martiri e per locali storici come il Gambrinus e Gay Odin, venga apposto un vincolo di destinazione ai sensi del D.L. 49099 sulla Libreria Antiquaria Colonnese di Napoli al fine di assicurare la sua permanenza negli stessi locali in cui da decenni svolge la sua benemerita attività». L'iniziativa di Italia Nostra è la prima a sostegno della libreria Colonnese: s'annunciano, infatti, altre prese di posizione, ed anche il consiglio comunale dovrebbe esprimersi al riguardo. Una soluzione va trovata, e Donatone l'ha anche indicata.