IL CASO - La Provincia approva il piano, ma Zanardi Landi protesta per il sito di Rivalta PIACENZA - Mentre in Consiglio provinciale andava in scena la discussione sulle osservazioni al Piano cave e quella presentata contro il sito di Rivalta veniva respinta, il conte Orazio Zanardi Landi a Roma incontrava il ministro ai beni culturali Lorenzo Ornaghi per portare alla sua attenzione sia il tema della tassazione sulle dimore storiche sia la vicenda che da mesi lo contrappone alla Provincia per l'intevento "all'ombra del castello" previsto nel Piae già nella precedente amministrazione. Intanto in Via Garibaldi si è conclusa la fase delle osservazioni e il Piano sarà approvato a fine anno. «L'eredità di questa Provincia»ha concluso Trespidi. Zanardi "bacchetta" i consiglieri e va a Roma. Piae vicino al via PIACENZA - Il conte Orazio Zanardi Landi ha incontrato, ieri, il ministro ai Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, a Roma. A lui ha sottoposto due questioni. La prima è la richiesta di alleggerire il carico fiscale ai proprietari di dimore storiche, in quanto "custodi" di un patrimonio dei territori, e la seconda è che non si realizzi il polo estrattivo nei pressi del borgo di Rivalta, tutelato dalla Soprintendenza dei beni architettonici e culturali. «Il caso ha scandalizzato l'Italia, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai tanti affezionati al territorio piacentino, quali Giorgio Armani o il critico Vittorio Sgarbi», dice il conte. «Eppure, non ha trovato sensibilità nei consiglieri provinciali. Solo Enzo Varani ha votato la mia osservazione - continua -, rigettata dalla Provincia. Non poteva essere fatto altrimenti, dal punto di vista burocratico? Benissimo, ma almeno un segnale politico lo si sarebbe potuto dare. Un segno di appoggio, intendo. Si pensa che io mi sia dimenticato della questione, che ha tenuto banco in primavera, ma non è così. Affatto. E ora so che posso contare sulla solidarietà del Ministero, della Presidenza della Repubblica e della Soprintendenza. Sono rammaricato, anche perché, come ho ricordato al ministro, vorrei sottolineare come il circuito dei Castelli del ducato di Parma e Piacenza sia uno dei pochissimi in grado di far girare l'economia del turismo piacentino. Non lo sottovaluterei». L'intervento risulta già previsto dal Piae adottato dall'amministrazione Boiardi, e non è quindi stato possibile, per la Provincia, intervenire. Comune di Rivergaro e gestori si sono impegnati a garantire opere di compensazione e mitigazione. «L'intervento e il caso del castello, quindi, non sono di nostra competenza - spiega l'assessore provinciale Patrizia Barbieri : esiste una pianificazione vecchia, che sul tema è piuttosto chiara. La previsione non solo è già stata pianificata, ma ha creato interessi e aspettative in chi ha presentato il progetto e ora chiede, dopo lunga attesa, di poterlo realizzare. Il conte sa bene queste cose, abbiamo partecipato anche a un tavolo, convocato ad hoc. Anche se non abbiamo alcun tipo di competenza a riguardo, la Provincia non ha mai fatto venire meno il suo sostegno: anzi, abbiamo garantito che vigileremo sulla risposta ambientale che sarà data per evitare che sia "offesa" l'immagine del castello». Di fatto, pare quasi scontato che la giunta, almeno a livello politico, non vedrà mai gli esiti del dibattito sulla cava di Rivalta. Questo perché il riordino degli enti è stato previsto entro la fine dell'anno. Il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, ieri in consiglio provinciale, quindi, ha definito il nuovo Piano infraregionale delle attività estrattive (Piae) come l'eredità dell'amministrazione, da lui presieduta dal giugno del 2009. «Il piano sarà approvato entro la fine dell'anno - ha annunciato il presidente -. L'equilibrio che è stato ricercato all'interno del documento tra esigenze produttive di sviluppo e tutela ambientale è virtuoso, ed è stato riconosciuto da tutti i soggetti coinvolti dall'amministrazione provinciale, nelle consultazioni e nel confronto attivato. Questo documento, di straordinaria importanza, ci permetterà di superare una fase di stasi e immobilismo, una fase di crisi che ha caratterizzato anche il nostro territorio. Andremo incontro, invece, alle richieste di sviluppo delle forze produttive nella realtà piacentina. Questo è uno dei provvedimenti più importanti dal punto di vista pianificatorio, una delle eredità più significative di questa amministrazione, a testimonianza del buon lavoro svolto prima della nascita della nuova Provincia. La programmazione delle attività estrattive era uno degli impegni che ho voluto prendere in campagna elettorale. Ringrazio l'assessore Barbieri, i dirigenti e gli uffici per il buon lavoro svolto e ringrazio il consiglio provinciale perla collaborazione garantita».
Piacenza. Cava al castello, qui poco sensibili"
Riassunto in 200 parole:
Il conte Orazio Zanardi Landi ha incontrato il ministro ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi a Roma per discutere due questioni. La prima è la richiesta di alleggerire il carico fiscale ai proprietari di dimore storiche, e la seconda è che non si realizzi il polo estrattivo nei pressi del borgo di Rivalta, tutelato dalla Soprintendenza dei beni architettonici e culturali. Il caso ha scandalizzato l'Italia, ma Zanardi Landi non ha trovato sensibilità nei consiglieri provinciali. Solo Enzo Varani ha votato a favore della sua osservazione, che è stata respinta dalla Provincia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo