Il critico d'arte Vittorio Sgarbi contro la collocazione di una scultura di Igor Mitoraj nella facciata della chiesa di Sant'Agostino a Pietrasanta Integrità. Non si mette in discussione la qualità dell'opera, ma la tutela di uno spazio che non ha bisogno di aggiunte Dodici anni fa, su questo giornale, Arturo Carlo Quintavalle denunciò un intervento inaccettabile e molto pericoloso nella cattedrale di Pisa in piazza dei Miracoli. Si trattava dell'altare e del pulpito concepiti da Giuliano Vangi, un valoroso scultore che irrompeva nell'aulico spazio con le sue forme espressionistiche e moderne. Naturalmente questo intervento non sarebbe potuto essere senza la volontà del vescovo di allora, monsignor Plotti, ostinato e determinato sostenitore dell'impresa, e, naturalmente, della soprintendenza di Pisa. Si aggiunga, nel caso, l'avallo del Comitato di settore del ministero dei Beni culturali. Uno scempio. Che stimolò, da parte mia, allora sottosegretario ai Beni culturali, di concerto con il ministro Urbani, un intervento istituzionale di condivisione della denuncia di Quintavalle, contestualmente disponendo una ispezione e persino l'ingiunzione di smontare la immodesta e vistosa opera. Si badi bene, degna di ogni interesse in sé, per l'impegno e la qualità dello scultore, di cui io stesso, oltre a diversi contributi critici, inaugurai il museo in Giappone. Perché, appellandomi alla legge di tutela nel suo fondamentale nucleo originario della legge 1.089 del 1 giugno 1939, io ne feci un caso, che investiva, per ragioni di principio, i doveri dei soprintendenti? Per le stesse ragioni per cui oggi mi rivolgo al ministro dei Beni culturali perché sconfessi il soprintendente di Lucca che ha autorizzato la collocazione di una scultura di Igor Mitoraj nella lunetta della facciata della chiesa di Sant'Agostino a Pietrasanta. L'edificio è il più importante della piazza, con la sua facciata originale, in stile romanico-gotico, con l'aereo loggiato, i tre archi e la lunetta cieca del portale, tanto più notevole nella sua integrità rispetto alla facciata ottocentesca del duomo. Ma tutto nella piazza è armonioso e non chiede integrazioni o aggiunte. La scultura di Mitoraj, un'Annunciazione, è in sé pregevole, ma del tutto estranea allo stile e al gusto della chiesa. Che non può e non deve essere alterata nelle sue forme. Compito della soprintendenza non è promuovere o bocciare un artista, bensì difendere l'integrità non solo strutturale ma anche visiva di un monumento, tanto più se così importante come il Sant'Agostino di Pietrasanta. Cedere alle richieste di un sindaco, naturalmente lusingato dal dono dell'artista, è un errore grave che configura un abuso d'ufficio attraverso un potere arbitrale che la soprintendenza non può e non deve assumere, sovrapponendo il gusto personale ai doveri d'ufficio. Della vicenda sono stati investiti Salvatore Settis, Tommaso Montanari, e ben 750 persone, in una comunità piccola come Pietrasanta, hanno firmato per difendere il monumento, dando prova di una sensibilità ai valori della Storia. Il ministro Ornaghi, uomo riservato e non sempre informato, dovrà valutare l'opportunità di intervenire, in difesa del patrimonio artistico e in nome della legge, nella sua interpretazione autentica !