54 anni, sostituisce Rossella Vodret Da direttore per le «Arti e Tradizioni popolari» ha accolto nel museo i pegni d'amore di Ponte Milvio Ministero per i beni culturali: Daniela Porro, classe 1958, dal 2011 direttore del Museo delle arti e tradizioni popolari è, da ieri, il nuovo soprintendente del Polo museale di Roma. Sostituisce Rossella Vodret, dimissionaria e in pensione da dopodomani. La Porro sarà alla guida di un «esercito» di sette musei (Galleria Borghese, Palazzo Barberini, Palazzo Corsini, Galleria Spada, Castel Sant'Angelo, Palazzo Venezia, Strumenti musicali) cui si aggiungono poteri e competenze tecnico-scientifiche su chiese, beni di enti, associazioni, fondazioni e privati se di «notevole interesse». Un potere dunque, ma anche delle responsabilità, immensi. Da prassi, le prime dichiarazioni: «Un grande onore, per me, ma anche un grande onere, lo so. Per ora mi sento solo di ringraziare il ministro e tutti quanti hanno creduto in me. Mi aspetta un compito difficile ma anche straordinario, cercherò di svolgerlo al meglio. Sono abituata a lavorare dietro le quinte e in collaborazione con tutti, continuerò, nei limiti del possibile, a farlo anche da lunedì». Una sorpresa annunciata dunque, in via del Collegio Romano, la nomina della poco conosciuta (al grande pubblico) Daniela Porro. E l'ossimoro è solo apparente: sorpresa quanto a curriculum e pubblicazioni in campo storico-artistico, ché la Porro, pur con laurea cum laude e formazione da storica dell'arte, prima di vincere il concorso da dirigente in questo campo nel 2009 (non è dunque una «bibliotecaria», come ha lamentato ieri la Uil, poi costretta a una rettifica) aveva effettivamente lavorato per trent'anni nel settore biblioteche. Annunciata, la sorpresa, perché il suo nome in realtà circolava molto già prima delle dimissioni della Vodret. Ma a fronte di malumori diffusi nei corridoi del Mibac (inevitabili comunque per nomine di tale importanza) c'è anche un ampio fronte che attribuisce alla neo soprintendente di Roma capacità gestionali non comuni («Bravissima dice un collega che preferisce mantenere l'anonimato non sarà la storica dell'arte più famosa d'Italia, non avrà scritto capolavori, non è una che insegue i riflettori, ma sul lavoro è un treno, una capace di far marciare il personale e pareggiare i conti»). E questo suo lavoro «dietro le quinte» in passato pare sia stato apprezzatissimo, soprattutto dal Segretario generale del Mibac Antonia Pasqua Recchia, che ha visto la Porro sul campo (per anni in un ufficio dedito alla tutela) e che in molti indicano, insieme alla stessa Vodret, quale grande sponsor per la sua nomina al soglio dei Beni culturali di Roma. Unica concessione alla «cronaca» per la dottoressa Porro, recente, quella riguardante la musealizzazione dei lucchetti dell'amore di Ponte Milvio. In un comunicato ufficiale, in qualità di direttore dell'Istituto centrale per la Demoetnoantropologia, di cui il Museo nazionale di arti e tradizioni popolari è parte, Porro (ribattezzata la Signora dei Luchetti) comunicava, spiegando il perché, di aver accettato, in occasione della loro rimozione, di accoglierne una parte nel museo.