La chiesa, risalente al VI secolo, attualmente chiusa per restauri Numerose opere d'arte di almeno due secoli fa, fra tele e sculture di valore incalcolabile, sono state trafugate nella chiesa di San Nicola, in via Barone Sieri Pepoli, nel centro storico. Dal luogo di culto, tra i più antichi della città e chiuso da circa dieci anni fra lavori di restauro e contenziosi, sono state portate via diverse tele di importanti artisti che operarono a Trapani fra il Seicento e l'Ottocento, ma anche opere lignee che adornavano il fonte battesimale, raffiguranti il Battesimo di Gesù e quattro Angeli, nonché alcune opere relativamente più recenti, realizzate in legno, tela e colla, con le sembianze di due angeli reggi-candela e dell'Immacolata. Il furto, reso noto ieri mattina, è stato scoperto tre giorni fa, durante un sopralluogo del direttore dell'Ufficio Beni culturali della Diocesi, mons. Piero Messana; il controllo all'interno della chiesa sarebbe scaturito da una segnalazione arrivata alla Curia, da parte di un cittadino che avrebbe notato una porta laterale aperta nell'antico edificio. L'episodio, "di entità gravissima" come precisato in una nota diffusa ieri dalla Diocesi, è stato subito denunciato ai Carabinieri, sulla scia di altri furti analoghi avvenuti in passato in altre chiese e palazzi gentilizi del centro storico trapanese. L'ultimo, in ordine di tempo, risaliva a settembre dell'anno scorso, quando vennero rubate due statue del XVII secolo nella chiesa di San Pietro, nell'omonimo quartiere: sculture alte circa un metro, raffiguranti San Pietro e San Paolo, che si trovavano in prossimità dell'altare, attribuite allo scultore trapanese Mario Ciotta vissuto a cavallo tra il 1600 e il 1700 (autore tra l'altro dei primi due gruppi dei Misteri). A distanza di un anno, è stata colpita la chiesa di San Nicola, destinata con decreto del vescovo a sede del Museo diocesano, ma ancora chiusa per problemi burocratici che avrebbero impedito la consegna dei lavori. In merito a quest'ultimo furto, l'amministratore apostolico Alessandro Plotti parla di «un episodio inqualificabile che rivela ancora una volta - dice - il degrado umano e culturale nel quale siamo precipitati. È difficile sapere chi si è reso colpevole di un gesto così ignobile - continua - ma credo che il popolo di Trapani debba reagire con sdegno e riprovazione». Il massimo rappresentante della Diocesi solleva anche un problema di vigilanza: «Purtroppo - conclude - le nostre opere d'arte, patrimonio della nostra terra, non sono difese come si dovrebbe e, per l'incuria e il disinteresse, diventano preda di chi approfitta del bello per rapinare ed espropriare ciò che dovremmo avere di più caro e prezioso». Francesco Greco 12102012
SICILIA - Trafugate opere d'arte. Tele del Seicento, del Settecento e dell'Ottocento, opere lignee che adornavano il fonte battesimale.
La chiesa di San Nicola a Trapani è stata oggetto di un furto di opere d'arte, tra cui tele e sculture di valore incalcolabile. Il furto è stato scoperto tre giorni fa durante un sopralluogo del direttore dell'Ufficio Beni culturali della Diocesi. Le opere rubate includono opere lignee, tele e colla, con le sembianze di due angeli reggi-candela e dell'Immacolata. Il furto è stato denunciato ai Carabinieri e l'episodio è stato definito "di entità gravissima". Questo è il secondo furto di opere d'arte avvenuto in pochi mesi nella città di Trapani, dopo la rubata di due statue del XVII secolo nella chiesa di San Pietro.
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