I gestori aprono alle iniziative culturali e turistiche, ma chiedono collaborazione anche per la manutenzione e i restauri PISTOIA Oltre settemila metri quadrati di superficie coperta, la struttura architettonica che risale al '400, ricca di affreschi e reliquie di valore storico, il tutto circondato da un parco di dieci ettari: con questi numeri, ma non solo, il complesso monastico di Giaccherino, si aggiudica uno fra i primi posti nell'eccellenza culturale-architettonica toscana. Un tesoro in territorio pistoiese, forse poco conosciuto dai cittadini, ma nel quale, da qualche anno è stata avviata un'opera di minuziosa ristrutturazione. Ad aprire le porte del monastero, i rappresentanti delle due famiglie che hanno rilevato l'immobile nel 2004, Alessandro Fabbrini e Sabrina Tonti, che attraverso la minuziosa e onerosa opera di restauro della parte più antica del complesso (ovvero i due chiostri contornati da affreschi religiosi risalenti al '400, la chiesa, il campanile e buona parte delle sale e saloni adiacenti, ma anche lavori di messa a norma per l'accessibilità) mirano adesso alla valorizzazione dell'immobile, per restituire al territorio spazi d'eccellenza per iniziative e attività pubbliche o private. Già da qualche anno l'ex monastero ospita cerimonie, matrimoni, cene di gala ed eventi privati, che però hanno sempre utilizzato solo una piccolissima parte della struttura. Ed è a questo proposito che i proprietari hanno già in mente un programma, in divenire, per il 2013 (data in cui dovrebbe essersi conclusi gli ultimi lavori della parte ristrutturata). «Ci dovrebbe essere un programma di attività per il 2013, e abbiamo già presentato il progetto per un eventuale residenza d'epoca, per migliorare l'accoglienza. Ma la parte ancora da ristrutturare è l'80 della proprietà, sotto la sorveglianza dei beni culturali» spiega Alessandro Fabbrini mentre, scrostando l'intonaco del muro di un corridoio della parte non ancora ristrutturata, mostra come gli affreschi da rilevare siano ancora molti. Nella parte già ristrutturata invece, attraversando sale e saloni d'epoca, si scorgono piccole cappelle, e affreschi finemente ristrutturati, fino ad arrivare ad altezza campanile, su una delle terrazze che mostra quanto sia vasta l'intera proprietà, disposta su circa quattro piani. Uno di questi saloni, già disponibile per eventi, ha la caratteristica di poter ospitare circa 500 persone al suo interno, e di godere di una vista mozzafiato. Ma tutto questo patrimonio culturale ed artistico privato, rischia di rimanere sepolto da un cumulo di intonaco: «Vorremmo aprire un dialogo con le istituzioni spiega Fabbrini affinché si possa valorizzare questo patrimonio, e quindi provare a immetterlo in itinerari turistici, per esempio. Meglio sarebbe se ci fossero degli eventi che portano a visitare questo luogo». Secondo i proprietari, gli spazi rilevati, oltre a visite guidate, potrebbero essere aperti ad altre attività come seminari di studio e ricerca, mostre ed esposizioni artistiche, workshop, convegni e congressi. Non solo la parte ristrutturata interna, ma anche il parco adiacente potrebbe essere scenario ideale per attività come "Il verde con il vivaismo e le attività connesse". Intanto, il monastero di Giaccherino non rimane a luci spente, e continuano gli eventi privati, come la cena di gala per l'apertura annuale del Lions Club Pistoia Fuorcivitas.