L'assessore regionale Trigilio interviene sulla gestione del patrimonio dopo i buoni risultati delle aperture straordinarie dei siti «Occorre applicare in pieno le disposizioni del codice dei Beni culturali per un ritorno delle risorse economiche spese per il patrimonio» Boom di visitatori per l'Ipogeo di piazza Duomo e nuove direttive per il rilancio dei beni culturali. Sono questi i due argomenti, strettamenti connessi, su cui è stato incentrato un incontro fra i vertici della Soprintendenza e della Regione. Un momento di confronto e di bilancio sulla gestione dei siti a cui hanno preso parte l'assessore regionale Trigilio, il soprintendente Micali e la direttrice del museo Bellomo, Carmela Vella. In quest'occasione si è fatto il punto sui numeri relativi alla fruizione dei luoghi d'arte aperti in maniera «straordinaria»: ovvero dopo il tramonto per venire incontro alle richieste dei turisti che hanno affollato Ortigia quest'estate. Oltre il 330 di presenze in più registrate ad agosto quando il percorso ipogeico che dal Duomo giunge al foro Italico è stato aperto sino a mezzanotte. Un segnale significativo, come evidenzia l'assessore regionale ai Beni culturali, Amleto Trigilio, che mette in risalto la strada da intraprendere in termini di gestione del patrimonio culturale. «I risultati più che positivi - dice l'assessore - che la sperimentazione delle aperture serali e notturne effettuate ad agosto per il Ipogei di piazza Duomo, con uno ''stratosferico" aumento del 330 di introiti fatti segnare nel solo mese di agosto scorso rispetto allo stesso mese di agosto del 2011, e il sabato a settembre per la Galleria regionale di palazzo Bellomo, ci dicono che abbiamo imboccato la strada giusta lungo la quale dobbiamo continuare a camminare». Trigilio interviene, dunque, su uno dei problemi annosi della gestione del patrimonio culturale: la fruizione di siti e musei alla luce delle poche risorse a disposizione della Soprintendenza che li gestisce. Una situazione legata all'elevato numero di siti, musei e aree archeologiche nella provincia di Siracusa a cui non corrisponde un adeguato numero di personale per la loro gestione. «Nel settore della gestione dei beni culturali - aggiunge Trigilio - dobbiamo confrontarci, almeno per alcuni aspetti, con logiche legate anche alla domanda senza per questo, ovviamente, derogare mai a quei tratti educativi e di tutela e valorizzazione che sono nostri propri da un punto di vista istituzionale. Sappiamo bene anche che, specie di questi tempi, dobbiamo fare i conti con la carenza di risorse e con i tetti di spesa imposti dal patto di stabilità». Da qui l'esigenza, a detta dell'assessore regionale, di puntare sui servizi aggiuntivi. «Vale a dire - puntualizza - quel complesso di attività di respiro economico che ruotano attorno al sito, al bene culturale, arricchendone anche il potenziale di attrattività». Ma non solo. «Tra le altre leve da azionare - aggiunge - c'è quella legata alla piena applicazione delle disposizioni del codice dei beni culturali, sin qui inapplicate, tra le quali quella che prevede il "ritorno" delle risorse economiche nei siti che le hanno generate al netto di una quota necessaria per garatire ad altre parti del nostro patrimonio culturale e ambientale che non potrebbe utilizzare, per la sua stessa natura, di eguale opportunità». Su quest'ultimo punto, come annuncia Trigilio, è stata raggiunta un'intesa con l'assessore regionale al Bilancio e dunque si auspica che in breve tempo il progetto possa essere concretizzato. 12102012