CAMION bar e bancarelle abusivi hanno le ore contate. La guerra al suk ha messo a segno la sua mossa strategica. Il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi ha finalmente firmato ieri l'attesa direttiva sul decoro per le aree pubbliche di pregio archeologico e storico che finirà diritto sul tavolo della commissione congiunta Mibac-Campidoglio. E il vertice a via del Collegio Romano col sindaco Gianni Alemanno è stato subito convocato nel tardo pomeriggio (presenti anche il direttore regionale Federica Galloni, l'assessore alla Cultura Dino Gasperini e il sovrintendente Umberto Broccoli). Le disposizioni sembrano chiare. «Via tutte le forme di abusivismo nei luoghi più qualificanti e monumentali del nostro centro storico - ha dichiarato Alemanno all'uscita - La direttiva, sollecitata anche da noi, ci permette di uscire da un dedalo inestricabile di norme e ricorsi al Tar, e di dare una regola nuova al centro storico. Entro 15 giorni - ha annunciato il primo cittadino - ci daremo una carta di regole precise su questioni che riguardano occupazione suolo pubblico, abusivismo commerciale, localizzazione del commercio ambulante nei siti di pregio, centurioni, impatto sulla visuale dei monumenti, dehors, parcheggi non autorizzati. Il tutto, in un asse che va dal Colosseo a piazza del Popolo». Quanto all'entrata in vigore, avverte Alemanno: «Quando i protocolli di applicazione della direttiva saranno pronti, allora sarà il momento zero dell'operazione». La direttiva, come commentano dal ministero, rafforza 'l'imperativo categorico' che le amministrazioni locali assecondino i vincoli e le situazioni di rispetto delle aree di pregio e vengano presi provvedimenti opportuni nel caso le situazioni di attività commerciali e artigianali in forma ambulante o su posteggio siano incompatibili con le misure di tutela del patrimonio, con azioni di rimozione, chiusura, allontanamento. La direttiva ha valore nazionale, ma certo su Roma gioca un ruolo pesante visto che sembra dare ragione alla lettera inviata il 27 marzo scorso dalla Soprintendente ai beni archeologici Mariarosaria Barbera che diffidava il sindaco di sgomberare l'area archeologica centrale dagli ambulanti. Sulla base della nota ministeriale, tre sono i punti messi in evidenza. I soprintendenti, con il coordinamento del direttore regionale, dovranno proporre agli enti locali l'individuazione di aree per le quali vietare o sottoporre a condizioni l'esercizio del commercio. Sulla base del Codice dei beni culturali, la direttiva include anche le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi pubblici di interesse artistico o storico, realizzati da oltre settant'anni, per i quali non sia stato emanato un puntuale provvedimento di vincolo. Infine, la direttiva prevede prescrizioni di tutela per impedire che sia pregiudicata la visuale dei beni con posteggi, banchetti o varie strutture. Su questo punto Alemanno ha precisato: «Faremo una verifica su tutte le postazioni ambulanti, se saranno impattanti, anche se regolari, saranno messi in discussione ». Il Ministero ha detto la sua. La palla passa al Campidoglio che vuole più interventi della polizia locale e delle forze dell'ordine dello stato. Anche perché nella sola area archeologica centrale, tra Colosseo e piazza Venezia, deve fare i conti con 59 postazioni di ambulantato irregolare, tra 20 camion bar e 39 bancarelle, che sono al centro dell'esposto alla Procura da parte della consigliera municipale Nathalie Naim presentato il primo ottobre.