Tre custodi sorvegliano l'area, ma i turisti sono troppi e difficili da fermare. «NO TOUCH», «no touch». L'inglese è arrangiato, ma i tre custodi che sorvegliano la Loggia dei Lanzi si fanno tutto sommato capire. Ce la mettono tutta. Non sempre, però, riescono a tenere la situazione sotto controllo. Basta un attimo e... zac, salta via la falange della mano di una statua. Per capire meglio come funziona ci siamo finti turisti in cerca di uno scatto da portare a casa, di una foto che ci immortali, a stretto contatto, in compagnia dei capolavori del Giambologna, di Vacca e perché no del Cellini. Dopo l'ennesimo oltraggio sotto la Loggia dei Lanzi, dove Il ratto di Polissena, scolpita da Pio Fedi intorno al 1865, è stato trovato mutilata, La Nazione ha deciso di scendere in campo per controllare la sicurezza del patrimonio artistico esposto ogni giorno a orde di visitatori. Sono bastate poche decine di minuti in cerca di foto per capire che la sorveglianza permanente non è sufficiente a impedire il comportamento anche imprevedibile di alcune persone. Alle 15, infatti, quando il flusso dei turisti è più leggero rispetto alle ore di punta, con tanto di macchina fotografica e bottiglietta d'acqua alla mano, da veri turisti, ci addentriamo alla scoperta della Loggia offesa. Saliamo le scale e, ahinoi, a poco servono i due leoni che tradizionalmente simboleggiano la guardia e la protezione dei luoghi da presenze negative. Facciamo un sorriso a quello di Vacca mentre accarezziamo quello di destra, di epoca romana. Sfreghiamo la palla e gli diamo pure la zampa. Nessuno ci riprende, noi non contenti riproviamo. Al secondo giro mentre lo accarezziamo si avvicina un vigilante: «No touch». Niente di nuovo, e nessuna meraviglia negli occhi dei tre vigilanti alle prese con l'inciviltà dei turisti che cercano di salire sui leoni per le foto, bivaccano o riposano. Accade ogni giorno: c'è chi mangia e chi fuma tra le opere d'arte. Possibile? Sì. Tiriamo fuori dalle tasche pacchetto e accendino e indisturbati ci fumiamo la nostra bella sigaretta. Dopo esserci sdraiati a fianco del Giambologna decidiamo di scattare una foto in compagnia del Perseo del Cellini. I bassorilievi del piedistallo sono molto delicati e esposti alle mani di tutti, comprese le nostre. Insomma, nonostante l'impegno dei volontari, perché è davvero tutto un dire «non fare questo, non può salire lì, non può stare qua», basta girare gli occhi che c'è già qualcuno che mangia o fuma. E anche se giuridicamente è quasi come fosse una sala della Galleria degli Uffizi, per i turisti è più simile a un parco dove prendersi qualche libertà in più. Davvero troppe. Come mai qualcuno ha avuto il tempo di arrampicarsi sulla statua indisturbato e danneggiarla? La Loggia è controllata di giorno da custodi e di sera dalle telecamere della Sipro, società di vigilanza incaricata dalla soprintendenza del Polo museale. Tutta la città se lo chiede, ma le soluzioni si troveranno, come sempre, a danno avvenuto. I precedenti: Il Ratto delle Sabine fu danneggiato nel 1971 e nel 1987. Nel 2005 toccò al Biancone dell'Ammannati.
FIRENZE - Panino e sigaretta, bivacco (con toccatine)
Tre custodi sorvegliano la Loggia dei Lanzi, ma i turisti sono troppi e difficili da fermare. I custodi cercano di tenere la situazione sotto controllo, ma a volte non riescono a impedire che i turisti danneggino le opere d'arte. La Loggia è controllata di giorno da custodi e di sera dalle telecamere della Sipro. I precedenti di danneggiamento includono il Ratto delle Sabine (1971), il Biancone dell'Ammannati (1987) e il Perseo del Cellini (2005). I turisti cercano di scattare foto con le opere d'arte, a volte anche a contatto fisico, e alcuni di loro mangiano o fumano tra le opere d'arte.
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