Piazza della Signoria: pronta l'impalcatura per il restauro del Ratto di Polissena. E Natali chiede una cancellata per la notte. Godoli: tutta la Loggia coperta dagli occhi elettronici. II precedente: il 9 marzo 2009 fu staccato un altro dito della stessa mano, la sinistra. Un restauratore già al lavoro (gratis) per rimediare al danno. Non si sfugge alle telecamere della Loggia dei Lanzi. Sono sette, comprese quelle posizionate sul muro esterno di Palazzo Vecchio, e sono un occhio vigile e infallibile dal quale non c'è riparo. Sono le ultramoderne «Speed Dome», quattro delle quali installate sotto le arcate della Loggia dei Lanzi tre anni fa e che «coprono tutta l'area perché hanno un angolo di visuale tale per cui la somma di tutte le apparecchiature è possibile inquadrare l'intero spazio». A spiegarlo è l'architetto Antonio Godoli, responsabile tecnico degli Uffizi e della Loggia, dove due notti fa un vandalo ha staccato un dito fortunatamente non originale, quindi il danno si è rivelato molto contenuto dalla mano sinistra della figura giacente della statua di Pio Fedi, Il Ratto di Polissena. L'autore del danneggiamento è stato dunque inquadrato dalla videosorveglianza e ora è in corso un'indagine dei carabinieri e una interna della soprintendenza al Polo museale: «Siamo in piena fase istruttoria dell'indagine prosegue Godoli e per la legge sulla privacy non potevamo visionare il materiale registrato prima che i carabinieri ci dessero l'autorizzazione». Una situazione molto simile a quanto accaduto «anche all'interno del museo, qualche anno fa prosegue quando, pur avendo visto perfettamente anche in quell'occasione la persona che aveva commesso il fatto», una volta individuato si rivelò essere «troppo tardi» per prenderlo. La statua di Pio Fedi in piazza della Signoria è particolarmente sfortunata. O meglio particolarmente esposta a questo tipo di incidenti. Tant'è che ormai, spiegano dalla soprintendenza, «non ha più un dito sano», come non lo era quello rimosso due notti fa. Molti sono stati gli episodi di danneggiamento del «Ratto», complice anche la posizione della mano che si pone esattamente ad altezza uomo, provocando in alcune persone che hanno ben poco rispetto per le opere d'arte l'istinto di utilizzarla come appiglio per arrampicarsi. L'ultimo in ordine di tempo è del 9 marzo del 2009, quando fu asportato un altro dito della medesima mano. Il ripetersi degli episodi di vandalismo che rende quell'area «uno dei punti di vulnerabilità più ricorrenti di quel museo all'aperto che è la Loggia dei Lanzi», come l'ha definita la soprintendente Cristina Acidini, ha portato il direttore degli Uffizi Antonio Natali a chiedere che venga posizionata una cancellata a scomparsa per chiudere il piazzale negli orari notturni. Tecnologia a parte, comunque, non manca la sorveglianza «tradizionale» anche di notte. La società privata Sipro, che da due anni ha l'incarico di sorvegliare la Loggia, mette in campo tre uomini ogni notte, due davanti agli Uffizi e uno di fronte alla Loggia stessa. Mentre di giorno il compito spetta ai volontari degli «Amici della terra». È stato proprio uno di loro a rinvenire, alle 8 di mattina di due giorni fa, il dito mancante. Anche la società di vigilanza privata Sipro ha «aperto un'indagine per capire cos'è successo e quando è successo racconta un centralinista della società con sede all'Osmannoro Non ci era mai successo nulla di questo tipo prima d'ora. Al massimo un piccolo caso di furto». Il danno in sé non appare significativo, tanto che il restauratore Alberto Casciani, che in questi giorni svolge l'incarico della spolveratura delle statue, si è detto disponibile ad occuparsi dei lavori di ripristino in tempi rapidissimi e senza costi. Ma rimane aperto il caso di un sistema di sicurezza che, pur all'avanguardia tecnologica, non riesce a garantire sicurezza alle opere d'arte. Una sicurezza che, come ha dichiarato Acidini «non riesce a garantire la salvaguardia della statua, soprattutto della parte ad altezza di mano umana».