Uno Science Center per insegnare ai bambini di Baghdad a giocare con la scienza. È questo l'ambizioso progetto che oggi il direttore generale della fondazione Idis-Città della Scienza, Vincenzo Lipardi presenterà nel corso di una tavola rotonda organizzata a Parigi dall'Unesco. Si tratta di un'iniziativa importante che ha come obiettivo quello di promuovere e sostenere la rinascita educativa di quel paese devastato dalla guerra. Grazie al progetto che la Città della scienza proporrà ai vertici dell'organizzazione per la promozione della cultura delle Nazioni Unite, i bambini iracheni potranno tornare oltre che sui banchi di scuola anche su quelli dei laboratori e imparare direttamente cosa è il Dna, come è formato il corpo umano, e molti altri segreti della scienza. Se il progetto dovesse andare in porto si tratterebbe del secondo importante programma di collaborazione internazionale a cui la Città della Scienza di Napoli partecipa attivamente. «È ormai da più di un anno - ha spiegato il presidente della Fondazione, Vittorio Silvestrini - che su iniziativa dell'Unesco e della Regione Campania stiamo lavorando alla realizzazione a Gerusalemme Est, presso l'Università palestinese Al-Quds, di un Science Center sul modello di Città della Scienza di Bagnoli. Il gruppo di lavoro misto palestinese, israeliano e italiano ha lavorato in perfetta sintonia e fratellanza, e sta producendo progetti in cui le diversità si sintetizzano in una ricchezza culturale, cementata da una sempre più solida collaborazione ed amicizia». Sono stati proprio i risultati ottenuti in Palestina che hanno spinto i responsabili dell'Unesco a chiedere alla Città della Scienza di cimentarsi su un progetto ancor più ambizioso; quello di realizzare un centro simile nella capitale irachena, «come uno dei primi mattoni di un processo di ricostruzione che - a dispetto delle bombe e del terrorismo adottato come metodo da piccole esecrabili minoranze - è ormai tempo di avviare», ha spiegato Silvestrini.