Laura Puppato, capogruppo del Pd in Regione e candidata alle primarie dei democratici scrive su Twitter che «i soldi del Mose sono buttati a mare». Magari non sarà così, ma di certo non arriveranno in laguna perché il miliardo e 250 milioni impegnati da Mario Monti sono tutti diretti alla realizzazione delle grandi paratie mobili. «Se le cose stanno come sembra questo è l'ennesimo schiaffo dato a Venezia da parte di un governo sordo e insensibile ai bisogni di questa città - interviene il sindaco Giorgio Orsoni - se finanziare il Mose significa toglierci il respiro allora è meglio che questo governo vada a casa al più presto». In effetti a conti fatti, la decisione del consiglio dei ministri di versare 1,25 miliardi di euro - divisi in quattro tranche: una da 5o milioni per il 2013 e tre da 400 milioni per il 2014, 2015 e 2016 - completa sulla carta le dighe mobili di Chioggia, di Malamocco e del Lido, ma toglie almeno per il prossimo annoi quaranta milioni di euro che Ca' Farsetti aspettava con la legge speciale e che aveva già messo a bilancio per arrivare al difficile pareggio di fine anno. «Inoltre stiamo attendendo di leggere i dettagli del decreto, ma temo che i tagli ci siano tutti - aggiunge il vicesindaco Sandro Simionato - la situazione si fa sempre più drammatica. Sul fronte delle entrate siamo già intervenuti e non possiamo introdurre nuovi correttivi, ora bisognerà procedere con tagli drastici». A confermare i timori dell'amministrazione sul fronte della legge speciale c'è anche il magistrato alle Acque. «Non mi risulta che il governo abbia previsto le spese di compensazione per le opere complementari - interviene Ciriaco D'Alessio - ma con questa nuova modulazione dei finanziamenti abbiamo finalmente la certezza che arriveranno i fondi necessari per ultimare i lavori. Adesso possiamo dire che questo governo ha completato il Mose». «Finora il governo aveva previsto lo stanziamento di circa 600 milioni di euro, cioè la metà dei fondi necessari al completamento dell'opera - aggiunge l'ad della Mantovani Piergiorgio Baita - con questa decisione invece ha modulato per la prima volta i tempi dei versamenti fino alla fine quindi per il 2016 il Mose sarà operativo e potrà essere inaugurato». Adireilverounpezzo importante dell'opera sarà attivo già dal prossimo inverno. Nei prossimi giorni sarà pronto il cronoprogramma definitivo e già a primavera le paratie di Lido-Treporti e Lido-San Niccolò si alzeranno e si abbasseranno per i collaudi. Ora resta da capire di che umore saranno quel giorno i rappresentanti dell'amministrazione veneziana Anche se resta ancora aperta la partita dei finanziamenti alla città con il prossimo Comitatone (non ancora convocato), difficilmente il governo riuscirà a tirare fuori altri soldi per rifinanziare la legge speciale considerato che per programmare i versamenti per le grandi opere (il Mose ma anche la Tav per cui è stato previsto un finanziamento di quasi un miliardo) ha deciso di tagliare perfino sulle spese sanitarie delle Regioni. D'altra parte, una diversa decisione da parte del consiglio dei ministri andrebbe a ritardare i programmi di ammodernamento già discussi da anni con l'Europa e allontanerebbe il governo dal programma finora perseguito dal premier Mario Monti.
VENEZIA - Da Monti fondi solo per il Mose. Il sindaco: "Schiaffo alla città"
Il governo ha deciso di finanziare il Mose con 1,25 miliardi di euro, divisi in quattro tranche. Questo significa che le dighe mobili di Chioggia, Malamocco e del Lido saranno completate, ma toglie al prossimo anno quaranta milioni di euro aspettati da Ca' Farsetti. Il vicesindaco Sandro Simionato teme che i tagli ci siano tutti e che la situazione si faccia sempre più drammatica. Il magistrato alle Acque Ciriaco D'Alessio conferma che il governo ha previsto le spese di compensazione per le opere complementari. Il governo ha modulato per la prima volta i tempi dei versamenti fino alla fine, quindi il Mose sarà operativo e potrà essere inaugurato nel 2016.
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