Tecnici al lavoro per puntellare navate, affreschi e anche l'esterno. Il caldo estivo ha peggiorato una situazione già critica di Matteo Baccellini wGROSSETO Non è la prima volta che la chiesa di San Francesco si trova a fronteggiare problemi strutturali. Crepe, infiltrazioni, cedimenti dell'intonaco. La storia si sta ripetendo anche in questo ottobre e da qualche giorno l'edificio sacro che si affaccia sull'omonima piazza, al confine con via Ginori, è transennato e puntellato sia dall'esterno che dall'interno per evitare quelli che i tecnici stessi definiscono «possibili crolli». Il peggio, è bene dirlo, sembra essere stato scongiurato. Il lavoro di un equipe di professionisti sta intervendo per l'immediato ma soprattutto pensando al futuro. Tutti al lavoro. È l'architetto e capogruppo consiliare Massimo Felicioni a curare parte dei lavori, assieme all'ingegner Romualdi. Si tratta di beni vincolati della Curia, committente dei lavori stessi, per i quali serve anche l'autorizzazione della Soprintendenza ai beni architettonici, ambientali ed archeologici di Siena. Tutto è cominciato, di nuovo, con piccole lesioni, che sono diventate visibili sulla facciata laterale (dal lato di via Ginori), aggravate nelle proporzioni nell'ultima settimana. Ma alcune cedimenti sono comparsi, e segnalati dal parroco, anche all'interno, in particolare su alcuni affreschi di particolare pregio. Già un anno fa il restauratore Marco Marchetti era intervenuto su quegli affreschi, dopo che la Soprintendenza lo aveva contattato, per risistemare l'intonaco che stava cedendo. Stavolta però anche il clima torrido degli ultimi mesi ha avuto buona parte di responsabilità sull'allargamento delle crepe. La siccità. Il gran caldo estivo non ha giovato ai muri della chiesa e alla sua facciata. Di questo sembrano tutti convinti, architetti, ingegneri e geologi. «È un'ipotesi davvero plausibile - sostiene Felicioni - perchè la temperatura elevata ha lavorato e gravato su fondamenta di per sè non eccelse, aumentando e rendendo ancora più profonde le crepe». Ieri è iniziata la puntellatura all'interno della navata centrale, dove ci sono lesioni preoccupanti. Ma anche all'esterno è ben visibile la cerchiatura con alcuni tiranti, delimitati dalle transenne che sono state predisposte dallo stesso sindaco Bonifazi tramite un'ordinanza. «Adesso tutta l'area è in sicurezza - dice Felicioni - e non ci sono rischi di crolli parziali di pareti intonacate o addirittura di volte». Gli affreschi. Già, anche la volta a botte con gli affreschi barocchi, quelli della cappella di S.Antonio (architrave sulla destra in direzione dell'altare) ha subìto dei danni. Ma il restauratore Marchetti si è già adoperato per far sì che uno dei patrimoni artistici di tutta Grosseto, risalenti al periodo barocco, venisse consolidato come meritava. Il programma. Entro oggi sarà terminata la messa in sicurezza della zona. Servirà probabilmente tutto ottobre invece per completare lo studio del programma complessivo di restauro e di consolidamento. «Poi decideremo insieme agli altri professionisti come intervenire sulle fondamenta - spiega ancora Felicioni - perchè il vero problema di tutta l'area è proprio quello relativo alla base». Una criticità confermata dal sollevamento di alcuni mattoncini. Una zona in sofferenza da anni e che adesso ha bisogno di un risanamento generale. Nuovo sopralluogo. Oggi i tecnici torneranno al lavoro per altri sopralluoghi. Stavolta la parte di piazza interessata sarà quella della cisterna-pozzo all'angolo, a due passi dall'ingresso del polo univrsitario. «È una cisterna che ha 7 metri di diametro - dice l'architetto Felicioni - e vogliamo andare a verificare se al suo interno esistono altri tipi di pericolosità. L'intenzione è quella di fare interventi puntuali per gestire la piazza senza stravolgerla». Anche se la sensazione, vista la criticità in diversi punti, è che il lavoro non sarà rapidissimo.