L'operazione Coinvolto il presidente della Camera di commercio, Eliseo Zanasi: il progetto è stato stravolto FOGGIA A guardarlo è un complesso residenziale di 70mila metri quadri composto da piccole abitazioni ed una costruzione più grande che ospita i servizi. C'è una grande piscina e il mare della splendida Mattinata è visibile dal grande balcone su cui sorge il resort inaugurato a maggio. Ma al residence "Il Porto", nel cuore del Gargano, sono stati posti i sigilli del Noe e della procura della repubblica di Foggia. Quello che in origine sarebbe dovuto essere un piccolo villaggio immerso nel verde, i cui lavori erano partiti nel 2005 con un progetto regolare e tutte le autorizzazioni edilizie, compresi i pareri del Parco Nazionale del Gargano e della sovrintendenza ai beni culturali, nel tempo si è ingrandito a dismisura, Si è trasformato in un complesso mastodontico ed ha spaccato un intero costone di roccia e macchia mediterranea a picco sul mare di Mattinata. Tutto senza ulteriori autorizzazioni. A finire nei guai è il presidente della Camera di commercio di Foggia, Eliseo Zanasi, noto imprenditore edile, a cui fa capo il complesso turistico, del valore di 24 milioni di euro. Zanasi è stato infatti denunciato a piede libero per abusi edilizi. Se si confronta il progetto originario del residence Il Porto (che prevedeva una piscina ed una piccola serie di casette completamente immerse nel verde) con quello che invece ha visto l'inaugurazione a maggio, le differenze sono notevoli e fanno rabbrividire, tanto da spingere i carabinieri del comando provinciale di Foggia, del Nucleo Operativo Ecologico di Bari e della sezione di polizia giudiziaria di Foggia a chiedere un decreto di sequestro preventivo della struttura in località 'Principe'. Oltre Zanasi, direttore tecnico della società esecutrice dei lavori "ZanasiMoschella s.r.l." sono stati denunciati Francesco Paolo Moschella, amministratore unico della società appaltatrice, suo fratello e direttore dei lavori Federico Erminio Moschella e i responsabili dell'ufficio tecnico del comune di Mattinata che si sono avvicendati negli anni delle indagini, Matteo Michele Piemontese e Giuseppe Tomaiuolo. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore foggiano Anna Landi. Tante, troppe le modifiche effettuate in maniera del tutto arbitraria: lo sradicamento di numerosissimi alberi anche secolari, appartenenti alle famose terrazze del Gargano, invidiate in tutto il mondo, la sostituzione dei muretti a secco previsti nel progetto originario con muri alti quindici metri, che avrebbero regalato a tutti i villeggianti la vista mare. Non usa mezzi termini l'arma dei carabinieri: "Questi muri ha detto il capitano Angelo Colacicco, comandante del Noe Puglia sono stati realizzati senza alcun collaudo antisismico e oltre ad essere abusivi mettono a repentaglio l'incolumità dei turisti che villeggiano nel resort e dei quaranta dipendenti che vi lavorano". In un primo momento Il Porto sarebbe dovuto sorgere a poca distanza dal luogo attuale, ma la sovrintendenza negò il permesso per l'eccessiva vicinanza ad una grotta archeologica. "Le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate qualche anno dopo, nel 2005 ha detto il sostituto procuratore Anna Landi sono scadute dopo cinque anni come previsto dalla legge e nessuno le ha rinnovate. Inoltre due anni fa sono stati rilasciati dal Comune di Mattinata altri due permessi a costruire senza i pareri preventivi della sovrintendenza ai beni culturali ed archeologici e del Parco del Gargano. Anche la piscina continua Landi era originariamente prevista in una zona nascosta dagli alberi e dunque a bassissimo impatto ambientale, ma durante i lavori è stata spostata senza alcun permesso".
PUGLIA - Parco del Gargano, sigilli al resort "Ampliamento senza i permessi"
Il presidente della Camera di commercio di Foggia, Eliseo Zanasi, è stato denunciato per abusi edilizi per il progetto "Il Porto", un complesso residenziale di 70mila metri quadri a Mattinata. Il progetto originario prevedeva una piscina e piccole abitazioni immerse nel verde, ma si è ingrandito e trasformato in un complesso mastodontico senza ulteriori autorizzazioni. I carabinieri hanno chiesto un decreto di sequestro preventivo della struttura. Zanasi e altri imprenditori coinvolti nel progetto sono stati denunciati per abusi edilizi e violazioni ambientali. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Anna Landi.
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