L'archistar: "Ancora co' sta storia? La torre del Sanpaolo è più bassa ed è cara il doppio" «ANCORA co' 'sta storia della parcella...», Massimiliano Fuksas, archistar di fama internazionale, non rifugge la parlata romanesca quando gli si annuncia la visita della guardia di finanza negli uffici della Regione Piemonte a proposito del compenso ricevuto per la progettazione del grattacielo sull'area ex Fiat Avio, intorno ai 22 milioni di euro. «Sono tre anni che se ne parla sbotta Fuksas E comunque sia chiaro che non è corretto dire che quello è stato il mio compenso». In che senso? «Anzitutto dalla cifra finale occorre togliere l'Iva che è stata versata e che quindi non è stata incassata e si tratta più o meno di 4 milioni di euro. Poi quello che rimane va diviso per due, visto che nella parcella c'era anche la parte ingegneristica affidata alla AI Engineering. Più o meno a me è rimasto poco più del tre per cento del valore dell'opera». Una cifra in linea con i prezzi di mercato? «Sotto la linea. Si tratta un po' più del tre per cento, quando in media altri architetti chiedono il 10 o il 15 per cento. Da quello che spetta al mio studio, poi, va scalata la consulenza per le luci, quella paesaggistica, il masterplan durato due anni e mezzo...». Quindi? «Quindi mi saranno rimasti sì e no sei milioni e mezzo». Mica poco. «No, ma ho tenuto impegnato lo studio per 11 anni, da quando abbiamo vinto una gara internazionale con giuria internazionale. Poi la direzione regionale che ci seguiva ci ha fatto penare per il contratto, ha chiesto un ulteriore sconto, ha fatto controllare tutto dall'avvocatura. Non si pensi che sia stato assegnato un lavoro in maniera approssimativa. Ma io ci tenevo da morire, anche se non sono queste le cose che ti fanno arricchire. Alla fine non so neanche se ci abbiamo guadagnato». Addirittura. «E pensare che credevo ci facessero i complimenti perché eravamo stati virtuosi». A fare cosa? «A Torino stanno crescendo due torri, no? La nostra è alta 209 metri e costa 256 milioni, quella di Intesa Sanpaolo è alta 166 metri e costa il doppio. Dico solo questo. Senza contare il risparmio che la Regione avrà quando non pagherà più gli affitti». Ma l'esposto del governatore Roberto Cota riguarda la sua parcella, non il costo dell'opera. Sa quanto ha chiesto Renzo Piano? «Non lo so e non lo voglio sapere. Se ha avuto più di me gli faccio i complimenti. Ma Cota appena eletto ha iniziato a dire che il mio compenso era esorbitante. Credo avesse detto che con quei soldi avrebbe dato pannolini gratis a tutti i bambini piemontesi ». Qualcosa del genere. «E poi sui pannolini mi sembra sia scivolato un suo assessore, o no?». Forse si riferisce allo scandalo dei pannoloni e all'assessore Ferrero? «Proprio a quello». Come mai segue con tanta attenzione le vicende subalpine? «Adoro Torino». A che punto è il cantiere? «L'opera sta crescendo, ma crescerebbe meglio se fossi rimasto io alla direzione dei lavori ». Invece? «Invece Cota non mi ha voluto e non curo più la mia creatura. Diciamo che il mio bambino è stato affidato ad altri. Ma è in buone mani: a seguire il cantiere sono stati incaricati dei funzionari della Regione e sono persone di cui mi fido molto».