ROMA «Niente di provocatorio. Sarà un confronto generazionale tra artisti». Bartolomeo Pietromarchi descrive così il suo Padiglione Italia per la Biennale d'Arte 2013, presentato ieri a Roma senza troppi dettagli. «Aspetto di confrontarmi con il direttore Massimiliano Gioni e gli altri curatori dei padiglioni nazionali». Di certo, quello del direttore del Macro, preferito dal ministero dei Beni culturali agli altri sei invitati a presentare un progetto (Gianfranco Maraniello, Beatrice Merz, Chiara Parisi, Letizia Ragaglia, Vincenzo Trione e Andrea Villiani) non sarà un Padiglione Italia alla Sgarbi. La parola d'ordine è sobrietà. Il budget del Mibac è di 600 mila euro. Ha detto Pietromarchi: «Valorizzerò nomi che non hanno ricevuto ancora il giusto riconoscimento. Ma non ci saranno giovanissimi, che in Biennale rischiano di bruciarsi, e il "fuori misura" di Sgarbi». Il critico, a distanza, gli ha risposto dicendo di non conoscerlo. D. P.
La Biennale. PIETROMARCHI E IL PADIGLIONE ITALIA "NON CI SARANNO PROVOCAZIONI"
ROMA Niente di provocatorio. Sarà un confronto generazionale tra artisti. Bartolomeo Pietromarchi descrive così il suo Padiglione Italia per la Biennale d'Arte 2013, presentato ieri a Roma senza troppi dettagli. Aspetto di confrontarmi con il direttore Massimiliano Gioni e gli altri curatori dei padiglioni nazionali. Di certo, quello del direttore del Macro, preferito dal ministero dei Beni culturali agli altri sei invitati a presentare un progetto (Gianfranco Maraniello, Beatrice Merz, Chiara Parisi, Letizia Ragaglia, Vincenzo Trione e Andrea Villiani) non sarà un Padiglione Italia alla Sgarbi. La parola d'ordine è sobrietà. Il budget del Mibac è di 600 mila euro. Ha detto Pietromarchi: Valorizzerò nomi che non hanno ricevuto ancora il giusto riconoscimento. Ma non ci saranno giovanissimi, che in Biennale rischiano di bruciarsi, e il "fuori misura" di Sgarbi. Il critico, a distanza, gli ha risposto dicendo di non conoscerlo. D. P.
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