«Proviamo a guardare la situazione per quella che è: lui, Pierre Cardin, ha preso tutta la sua vitae l'ha messa qui, in un progetto». Non ne parla con ingenuità come se quella dell'architetto fosse filantropia, Luigi Brugnaro, presidente di Confindustria Venezia, ma rappresenta Palais Lumiere come un'occasione imperdibile. «Un esempio su tutti, Cardin ha detto: farò lavorare imprese del territorio - ha detto ieri Brugnaro nel corso di un incontro organizzato sul tema, a Marghera da Il Cantiere - chiaro che per il momento si tratta solo di un lancio, di una proposta, ma da quello si deve partire. Stiamo parlando di 5000 posti di lavoro possibili». Posti di lavoro e investimenti per più di un miliardo e mezzo di euro, che fanno temere un laissez faire senza condizioni anti-crisi. «11 punto è un altro - continua Brugnaro - all'estero devono cominciare pensare "a Marghera si può fare"». L'orizzonte per Brugnaro è la Città metropolitana Servizi «a terra», collegamenti, Palais Lumiere Brugnaro: «E' il biglietto da Visita di Marghera» rivitalizzazione della zona E soprattutto una fase di accelerazione vera per tutti i progetti cittadini: dal polo universitario di via Torino alla «cerniera» tra Mestre e Marghera, che in parte manca e per la quale Cardin si è detto pronto a contribuire. «Una torre fuori nonna come altezza? Forse, ma tutto, qui a Venezia, è fuori nonna - continua Brugnaro - anche pensare un palazzetto dello sport di grandi dimensioni, ma la nostra città da troppo tempo ha un atteggiamento remissivo. Ci sono imprenditori coraggiosi e imprese che vogliono crescere. Solo per il fatto che Cardin ha avuto le risposte necessarie nei tempi richiesti, la città ha già vinto. Non lasciamo che tutto questo cada nel vuoto». D'accordo anche Flavio Dal Corso presidente della Municipalità «L'altezza è uno scoglio reale,la torre dovrà essere abbassata. Però è un'opportunità. Tutti si preoccupano dello skyline che si vedrà da Venezia, ma occuperà una zona dismessa, non aree agricole o parchi, è un'opportunità».