Mannocci: «Giunta senza progettualità, sbagliata la soluzione per lo spostamento dei padiglioni» LUCCA «La giunta guidata da Alessandro Tambellini manca di progettualità propria. Finora ha solo dimostrato di eseguire pedissequamente quello che una giunta precedente ha già previsto e quello che dicono gli uffici, niente più. Lo dimostra chiaramente il modo in cui si sta muovendo riguardo i Comics e il Carmine». Roberto Mannocci, presidente della sezione lucchese di Italia nostra, ci va giù duro. Non condivide ne la soluzione prospettata per lo spostamento dei padiglioni dei Comics dal campo Balilla all'area dei vivai Testi ne il progetto per la riqualificazione del mercato del Carmine. E ne spiega i motivi. Quanto ai Comics, le critiche sono due. La prima: «L'assenza di un percorso di partecipazione, tratto che ha invece caratterizzato le prerogative annunciate in campagna elettorale dall'attuale sindaco», sottolinea Mannocci. La seconda è «l'incultura, dimostrata dalla volontà di trasferire i padiglioni da un'area vincolata dalla Soprintendenza, quella degli spalti del campo Balilla a un'altra area, che l'amministrazione vorrebbe acquisire, ma che ugualmente rientra negli spazi degli spalti, che invece in base a un'ordinanza di cinquecento anni fa, quando le Mura furono costruite, non possono essere occupati. Oltretutto, il trasferimento nell'area dei vivai era una soluzione già paventata dalla giunta precedente, che l'attuale sindaco, all'epoca all'opposizione, aveva criticato. Ora invece si pone come attuato re di qualcosa che criticava». Sulla stessa falsariga la strigliata di Mannocci riguardo il Carmine. «Un errore - sentenzia - riprendere il progetto del Carmine così come era stato disegnato dalla giunta guidata da Mauro Favilla. L'hotel de charme al piano superiore del Carmine è totalmente inappropriato in questo contesto. Lo diciamo adesso come lo avevamo detto all'epoca». E il motivo, come spiega il presidente di Italia nostra e che la «riqualificazione del Carmine doveva servire a dare a questo complesso, nel cuore del centro storico, una marca distintiva. Noi avevamo suggerito e suggeriamo quello della gastronomia, visto che al piano terra verra mantenuta la vendita di prodotti alimentari. Il piano superiore doveva essere adibito, a nostro parere, a una scuola di cucina, a incontri legati alla cucina, sarebbe un modo per creare attrattiva verso il centro. E anche in questo caso - conclude - la decisione di ripresentare il progetto per la richiesta di fondi è stata presa senza alcun confronto precedente, senza percorsi di partecipazione». Barbara Antoni