Pompei cerca sponsor. In diversi si erano fatti avanti, anche dalla Cina, per finanziare il rilancio dell'area, ma finora niente si è concretizzato. Qualcuno - come i francesi del consorzio Epadesa, che avevano offerto 200 milioni per restaurare la Casa dei gladiatori - si è ritirato. «Abbiamo avuto - spiega Teresa Elena Cinquantaquattro, a capo della soprintendenza archeologica speciale (perché dotata di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile) di Napoli e Pompei - molte manifestazioni di interesse, ma finora nessuna proposta concreta». Qualcosa potrà forse cambiare con le nuove regole sulle sponsorizzazioni messe a punto dal ministero dei Beni culturali. I soprintendenti dovranno, infatti, approntare un elenco delle opere da restaurare, con relativi costi, e sottoporlo ai potenziali mecenate, che potranno scegliere l'intervento da finanziare all'interno di quella lista. La scelta dei lavori da sponsorizzare dovrà essere fatta dal ministero anche sulla base della potenziale ricaduta in termini di marketing che ne potrà derivare a colui che mette i soldi. Questo non vuol dire che i monumenti "minori" siano destinati a rimanere orfani di sponsor. Nel valutare il costo del restauro, infatti, il ministero dovrà anche cercare di soppesare il "guadagno" di immagine che il mecenate potrà ricavarne e inserire nel prezzo, oltre alle spese "vive", anche questa voce. Un surplus da utilizzare proprio per gli interventi di conservazione su parti di patrimonio meno famose, poco appetibili per chi fmanzia la cultura. Le nuove regole sulle sponsorizzazioni, contenute nel decreto legge sulle semplificazioni (il Dl 52012), sono nate per dare maggiore chiarezza al settore, finora privo di una disciplina specifica, e anche per incentivare i contributi privati, fornendo indicazioni su come si può utilizzare il marchio del restauro per farsi pubblicità. In questo senso è stato introdotto all'interno del codice degli appalti un articolo ad hoc (il 199-bis). La disposizione spiega come procedere alla selezione dei mecenate: è necessario un bando, da pubblicare, per almeno 3o giorni, sul sito della soprintendenza interessata. Allo stesso tempo, la notizia del bando deve essere diffusa su due quotidiani nazionali e pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» della Ue. Nell'avviso, oltre alla descrizione sommaria dell'intervento, al costo e ai tempi per realizzarlo, deve anche essere specificato se si cerca una sponsorizzazione di puro finanziamento o una sponsorizzazione tecnica, che presuppone, oltre al finanziamento, il coinvolgimento del privato nella progettazione e nella realizzazione dell'opera. Nel caso nessuno risponda all'appello o i candidati non risultino idonei, la soprintendenza può ricercare direttamente lo sponsor, con cui può poi procedere a una trattativa privata. L'applicazione della norma ha richiesto la messa a punto di linee guida da parte del ministero, anche se la nuova procedura era già stata delineata dal decreto legge 34 del 2011 proprio per gli interventi su Pompei. Il Dl, infatti, era stato indotto dai crolli nell'area archeologica avvenuti l'autunno prima (in particolare, dall'eco internazionale suscitata dallo sbriciolamento della Casa dei gladiatori) e aveva previsto un piano straordinario per fermare il degrado. In quel contesto era stata inserita anche la possibilità che Pompei venisse aiutata da privati, con una ricerca, a cui dare visibilità pubblica, degli sponsor. Le regole, però, rimanevano ancora generiche. L'accordo tra i Beni culturali e Diego Della Valle per restaurare il Colosseo, siglato nel 2011, ha acuito il problema. Ora il quadro si è chiarito. I mecenati si facciano avanti.
POMPEI - Gli sponsor in campo ma soltanto a parole
La soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei cerca sponsor per finanziare il rilancio dell'area. Finora, nonostante diverse manifestazioni di interesse, non è stato possibile raggiungere un accordo con un mecenate. Le nuove regole sulle sponsorizzazioni, introdotte dal ministero dei Beni culturali, potrebbero cambiare la situazione. I soprintendenti dovranno creare un elenco delle opere da restaurare e sottoporlo ai potenziali mecenate, che potranno scegliere l'intervento da finanziare. Il ministero dovrà anche valutare il "guadagno" di immagine che il mecenate potrà ricavarne e inserire nel prezzo.
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