Porto Empedocle. È tutto pronto per la creazione di uno dei più moderni poli industriali del sud d'Italia Porto Empedocle. E' tutto pronto per l'apertura del cantiere necessario alla costruzione del rigassificatore di Enel - Nuove Energie. Proprio nelle scorse ore sono state ultimate le attività di pulizia e sistemazione dell'area posta all'inizio di quello che diverà uno dei più moderni poli industriali del sud Italia. Via sterpaglie, immondizia e detriti di vario genere, già dalla prossima settimana le maestranze incaricate di dare il via al cantiere potranno mettersi al lavoro. Del resto già dallo scorso mese di settembre fu resa nota con una notevole dose di ufficialità la data di apertura del cantiere, fissandola proprio per il 15 ottobre. E' tutto pronto, sia dal punto di vista burocratico, amministrativo e anche da quello logistico. Dal 30 agosto al 15 settembre scorsi le società Atlantis di Monreale e Geoind di Palermo con la nave Nautilus (per conto di Enel) hanno effettuato scavi archeologici. L'Enel le autorizzazioni principali, quelle da parte dei ministeri e della Regione in tutte le sue forme, le ha ottenute da mesi, con tanto di vittorie in sede di tribunali, sancite da sentenze che confermavano la bontà del progetto e delle procedure seguite dai promotori. Ottenuti tutti i certificati determinanti, Enel ha dato mandato un anno fa circa a ditte specializzate nei rispettivi campi di andare a cercare nell'area dove sorgerà il terminale ordigni residuati della seconda guerra mondiale o testimonianze archeologiche. Entrambe le attività di ricerca sono state ultimate con esiti altamente rassicuranti - fanno trapelare sempre fonti accreditate - tanto che non risultano tracce di ordigni residuati, anfore o altri oggetti di valore storico e culturale. Del resto quando sul finire degli anni '50 l'indimendicato sindaco-deputato nazionale-ministro Giuseppe Sinesio ottenne le risorse e fece riempire lo spazio di mare sottostante la casa natale di Lugi Pirandello, non venne usato materiale di particolare pregioso archeologico. Qualcuno nei mesi scorsi mosse il dubbio che le operazioni belliche consumatesi sul finire del secondo conflitto potessero avere lasciato in eredità qualcosa di inesploso, ma alla resa dei conti e delle ricerche, nulla è stato rinvenuto. Stesso discorso per eventuali testimonianze del passato. La prossima settimana dunque, dovrebbe scoccare l'attesa ora «X». 07102012